storia etna

Guidetna.it - Escursioni Etna - storia etna

eruzioni recenti dell'etna 1911 1923 1928 2002

Escursioni ETNA

"Emozianti Escursioni ai Crateri Sommitali (3323 metri) con Guide Alpine o Vulcanologiche"

Escursioni ETNA


Le escursioni che possiamo proporVi sono le seguenti:

VERSANTE SUD - RIFUGIO SAPIENZA
ritrovo presso il piazzale alle ore 9.00 circa, poi in funivia fino a 2500 metri, poi a bordo di speciali mezzi 4x4 fino alla quota di 2900 metri, poi iniziera il Trekking, camminando sulle ultime colate laviche, (aprile 2017), in circa 1,30 minuti si arriverà in cima ai Crateri Sommitali, dapprima giungeremo sulla "Bocca Nuova", poi "La Voragine", Cratere di Nord-Est a quota 3329 metri, il punto piu' alto del Vulcano Etna. Poi inizierà la discesa a piedi, si arriverrà sui Crateri Barbagallo (Eruzione del 2002", si costeggerà la valle del Bove e poi discesa con la Funivia da 2500 metri, o a piedi fino al piazzale del Rifugio Sapienza
Durata 6-7 ore circa..

VERSANTE NORD - PIANO PROVENZANA

Versante dalla bellezza incomparabile.. Su queste versante possiamo proporvi un trekking nel teatro eruttivo del 2002 che ha di fatto distrutto tutte le attività ricettive di Piano Provenzana, il trekking parte da quota 1800 metri, in circa mezz’ora si giungerà sulle bocche eruttive chiamate a “bottoniera”, entreremo nel cuore di questa lunga affascinante frattura eruttiva , fino ad una quota di 2200 metri, durante la discesa di potrà visitare la frattura del 1911 e rientrare a Piano Provenzana. Durata: 2 ore circa


ESCURSIONI AI CRATERI SOMMITALI (3329 METRI) dal Versante Nord di Piano Provenzana

AL MOMENTO CAUSA PROBLEMI BUROCRATICI IL SERVIZIO con jeep 4x4 su questo VERSANTE non è ATTIVO è possibile raggiungere i Crateri Sommitali solo a piedi

DAL VERSANTE NORD - PIANO PROVENZANA

Raggiungere la cima di un vulcano, sentirne il suo respiro, i suoi brontolii, è senza dubbio un'emozione indescrivibile..
Dal versante ETNA Nord - PIANO PROVENZANA la salita potrà essere effettuata in due tipologie: ESCURSIONE CLASSICA: Salita e discesa con i mezzi 4x4 Partenza da Piano Provenzana (Etna Nord, quota 1800 m), salita con i mezzi 4x4 fino a quota 2900 m. Da qui proseguimento a piedi. Visita del Cratere centrale e Bocca Nuova. In seguito ritorno nel luogo in cui il bus 4x4 aveva lasciato il gruppo e ritorno con il mezzo 4x4 fino a Piano Provenzana. La fattibilità dell'escursione dipende dall'attività vulcanica presente e dalle condizioni meteo.
L’ESCURSIONE È ASSOLUTAMENTE VIETATA A CARDIOPATICI , ASMATICI E IPERTESI.

Durata escursione: 2 ore e mezza circa.

Difficoltà: facile/media Il luogo per l'incontro con la Guida Alpina è la biglietteria della società che si trova a Piano Provenzana-Etna Nord.



RIENTRO IN TREKKING: SALITA CON I MEZZI 4X4 e DISCESA A PIEDI



L'escursione parte da Piano Provenzana, a bordo di pulmini 4x4 , si salirà costeggiando a pochi metri la frattura createsi dall'eruzione del 2002, in circa 25 minuti si raggiungerà Piano delle Concazze, in uno scenario lunare, si proseguirà fino alla quota di 2990 circa.
Successivamente a piedi in poco meno di mezz'ora si raggiungeranno i Crateri Sommitali, dapprima si visiteranno i Cratere Centrale e Bocca Nuova, successivamente ci porteremo sul Cratere di Nord-Est (il più’ alto), e da quest’ultimo inizierà la discesa a piedi, in direzione dell’Osservatorio di Piano delle Concazze.
Dopo una breve pausa, inizierà una divertente discesa all’interno del canalone delle “quarantore”, che ci porterà direttamente a Piano Provenzana.

Tempi di percorrenza: 5h circa
Difficoltà: media. Necessari scarponi da trekking, e abbigliamento da montagna.
Possibilità di noleggio in loco. Occorre prenotare

DAL VERSANTE SUD
La salita si effettuerà dapprima in funivia, poi pulmini 4×4 fino a quota 2900m nella zona di Torre del Filosofo,da qui dopo circa 1,5h di cammino in salita si Arriva sull’orlo della Bocca Nuova(3250m), apertasi nel 1968, probabilmente il cratere più impressionante.
Aggirando la Bocca Nuova ci si ritrova sull’orlo del Cratere Centrale e da qui salendo in ripida ma breve salita per il Cratere di Nord Est, formatosi nel 1911 e vera e propria cima dell’Etna (3340m).
Dalla cima possiamo spaziare a 360° con lo sguardo,e se la giornata lo permette scorgere verso nord le isole Eolie.
Dalla cima iniziamo la discesa lungo un ripido ma facile sabbione passando per l’anfiteatro vulcanico della Valle del Bove,una spettacolare caldera di 8km di lunghezza e 4km di larghezza,fino a ritornare al punto di partenza a quota 1900m.

Attrezzatura consigliata: Dati I venti vigorosi sull'Etna e’ consigliato l’uso di una giacca antivento in gore-tex,di un paio di occhiali per proteggersi da improvvise raffiche di vento, e naturalmente di un paio di scarponcini alti da montagna.
Dislivello in salita: 300m.
Dislivello in discesa: 400

ALTRI ITINERARI..

Grande Traversata Etna Nord - Etna Sud o viceversa. Grotta del Gelo e Grotta dei Lamponi Monti Sartorius Serracozzo Pizze Deneri e tanti altri... meravigliosi itinerari..

Piano Provenzana - Etna nord

6 ore

Piano Provenzana

Crateri Sommitali - Etna (3329 m.)

Excursions Etna

"Wonderful Excursions to the Summit Craters (3323 meters) with Mountain or Vulcanological Guides""

ETNA Excursions

SOUTH VERSANT - REFUGE SAPIENCY
I will meet at the square at 9.00 am, then on a cable car up to 2500 meters, then trekking until the top of Crtaers 3329 meters, just in the TOP! Then around for visit all Craters of the summit and then will come back to the Rif. Sapienza with Cableway
Duration about 6 hours ..

NORD PROVIDER <

From the incomparable beauty .. On this side we can offer you trekking in the eruptive theater of 2002 which has actually destroyed all the activities of Provence Plan, the trekking starts at 1800 meters, in about half an hour you will reach the eruptive mouths called "bottoniera", we will enter In the heart of this long fascinating eruptive fracture, up to a height of 2,200 meters, during the descent you can visit the 1911 fracture and return to Plan Provenzana. Duration: about 2 hours



As soon as the critical level changes, you will be able to make excursions to the Summit Craters (3329 meters), here are our proposals:
FROM THE NORTHERN VERSANT - PLAN PROVENZANA

Getting to the top of a volcano, feeling its breath, its grunts, is undoubtedly an indescribable emotion. The top of the Etna volcano can be reached either by the North Verso (Provencal Plan) or the South Verso (Ref. Sapienza).
From the slope ETNA Nord - PLAN PROVENZANA the climb can be made in two types: CLASSIC EXCURSION: Up and down by 4x4 vehicles Departure from the Provenzano Plan (Etna Nord, 1800 m), climb up 4x4 up to 2900 m. From there continue on foot. Visit of the Central Crater and New Bocca. Then return to the place where the 4x4 bus left the group and return with the 4x4 vehicle to Plan Provenzana. The feasibility of the excursion depends on the volcanic activity present and weather conditions.
EXCURSION IS ABSOLUTELY FORBIDDED TO CARDIOPATIC, ASMATIC AND IPERTESI.

Duration of excursion: about 2 and a half hours.

Difficulty: easy / medium The place for meeting with the Alpine Guide is the ticket office of the company located at Piano Provenzana-Etna Nord.

No reservations are made.
TICKETS OPEN ON 9 AM. FIRST DEPARTURE HOURS 10:00 ABOUT THESE ARE OTHER DEPARTMENTS IN THE COURSE OF THE DAY.

TREKKING RESTORATION: LEISURE WITH 4X4 MEANS AND LEFT DISCESA The excursion starts from Provenzana Plane, on board of 4x4 cars, you will climb a few meters away from the fracture created by the eruption of 2002, in about 25 minutes you will reach Piano di Concavations, in a lunar scenario, will continue to the extent of approximately 2990.
Subsequently, in less than half an hour, you reach the Summit Craters, first you will visit the Central Crater and Bocca Nuova, then we will take you to the North-East Crater (the tallest), and the latter will begin the descent On foot, in the direction of the Concrete Plan Observatory.
After a short break, a fun downhill will begin inside the "quarantine" canal, which will take you directly to Provenzana Plan.

Travel Times: Approximately 5h
Difficulty: Average. Necessary hiking boots, and mountain clothing.
Possibility to rent on site. You need to book

FROM SOURCE SOUTH
The climb will be made first by cable car, then by 4x4 to 2900m in the Torre del Filosofo area. From here about 1.5h of uphill walk you will arrive at the edge of Bocca Nuova (3250m), opened in 1968 , Probably the most impressive crater.
The new Bocca Nuova is located on the edge of the Central Crater and from here on steep but short climb to the North East Crater, formed in 1911 and a true summit of Etna (3340m).
From the top we can glance 360 ​​degrees, and if the day allows us to see the Aeolian Islands to the north.
From the summit we begin the descent along a steep but easy slope passing through the volcanic amphitheater of the Bove Valley, a spectacular caldera of 8km long and 4km wide, to return to the starting point at 1900m.
Recommended equipment: Data The vigorous winds on Mount Etna are recommended to use a wind-tex windproof jacket, a pair of eyeglasses to protect yourself from sudden wind gusts, and of course a pair of high mountain boots.
Uphill climb: 300m.
Downhill slope: 400

OTHER ITINERARIES ..

Large Crossing North Mount Etna or vice versa. Cave of Frost and Raspberry Grove Sartorius Mountains Serracozzo Deneri Pizzas and many other... wonderful itineraries ..

Piano Provenzana - Etna nord

6 ore

Piano Provenzana

Crateri Sommitali - Etna (3329 m.)

ETNA Excursions

« Merveilleuses excursions à Summit Cratères (3323 mètres) avec des guides de montagne ou volcanologique »

Excursions ETNA

"Emozianti Excursions à Summit Cratères (3323 mètres) avec des guides de montagne ou volcanologique"

Excursions ETNA

Les excursions que nous proposons sont les suivantes:

COTE SUD - REFUGE SAGESSE
Rendez-vous à la place à 9h00 ou alors, le téléphérique jusqu'à 2500 mètres, Trekking puis le long de la coulées de lave, puis en 2900, vous pouvez visiter la nouvelle éruption Théâtre (Avril 2017), puis monteè a 3323 metres puis a petit tour a la sommet, e puis a la descente marcher le long de la ravine de la butte, ou même il peut se calmer en Téléphérique.
Durée 4 heures ..

COTE NORD - PLAN DE Provenzana

pente de la beauté incomparable .. De ce côté, nous pouvons offrir un trek dans l'éruption du théâtre 2002 qui a effectivement détruit toutes les installations d'hébergement plan Provenzana, le trek commence à une altitude de 1800 mètres, à environ une demi-heure, vous atteindrez les bouches éruptives appelle à « boutonnières », entrez au cœur de cette fissure fascinante à long éruptive, jusqu'à une altitude de 2200 mètres, lors de la descente, vous pouvez visiter la fracture de 1911 et le retour au plan Provenzana. Durée: 2 heures



Dès que vous avez modifié le niveau de criticité, il sera possible de faire des excursions au Sommet Cratères (3329 mètres), voici nos suggestions:

LA COTE NORD - PLAN DE Provenzana

Atteindre le sommet d'un volcan, à sentir son souffle, ses marmonnements, est sans aucun doute un sentiment indescriptible. Le sommet du mont Etna est accessible depuis le versant nord ou (Provenzana Plan) ou Versant Sud (Ref. Sagesse).
De la pente ETNA Nord - PLAN Provenzana la montée peut se faire en deux types: TOUR CLASSIC: Vers le haut et vers le bas avec les médias départ 4x4 du Plan Provenzana (Etna Nord, altitude 1800 m), montée avec les moyens de 4x4 jusqu'à une altitude de 2900 m. De là, continuez à pied. Visitez le cratère central et la Bocca Nuova. Après son retour à l'endroit où le bus 4x4 avait quitté le groupe et revenir avec un véhicule 4x4 pour Piano Provenzano. La faisabilité de l'excursion dépend présente de l'activité volcanique et les conditions météorologiques.
L'EXCURSION EST STRICTEMENT INTERDIT DE CARDIOPATICI, et hypertensive asthmatique.

Excursion temps: 2 heures et demie.

Difficulté: Facile / Moyen Le lieu de la rencontre avec le Guide Alpine est la billetterie de la société qui se trouve à Piano Provenzana-Etna Nord.



RETOUR À LA RANDONNEE: ASCENSION EN BUS 4X4 BAS DE MARCHE



L'excursion commence du Plan Provenzana, à bord des autobus 4x4, vous monterez à quelques mètres le long de l'éruption createsi de rupture de 2002, à environ 25 minutes, vous arriverez à l'étage Concazze, dans un scénario moon, continuera jusqu'à ce que le quota d'environ 2990.
Puis marchez dans un peu moins d'une demi-heure, vous atteindrez le sommet Cratères, d'abord, nous allons visiter le cratère central et la Bocca Nuova, nous continuerons du Nord-Est du cratère (le haut), et celui-ci commencera la descente marcher dans la direction de l'Observatoire du plan Concazze.
Après une courte pause, il va commencer une descente passionnante dans le canyon des « quarante heures », qui nous mènera directement au plan Provenzana.

Temps de Voyage: Environ 5 heures
Difficulté: moyenne. Nécessaires bottes de randonnée et vêtements de montagne.
Possibilité d'embaucher localement. doit réserver

Le côté sud
La montée aura lieu d'abord dans le téléphérique, puis minibus 4 × 4 à une hauteur de 2900 m dans la Tour de la zone Philosophe, d'ici au bout d'environ 1,5 h de marche en montée pour arriver au bord de la Bocca Nuova (3250m), qui a ouvert en 1968 , sans doute le plus impressionnant cratère.
Encerclant la Nuova Bocca vous vous trouvez sur le bord du cratère central et de là aller une montée raide mais courte au cratère nord-est, formé en 1911 et véritable sommet de l'Etna (3340m).
Du haut, nous pouvons profiter d'un 360 ° avec un regard, et si le temps le permet entrevoir au nord les îles Eoliennes.
Du haut, nous entamons la descente vers le bas un Sabbione raide mais facile à travers l'amphithéâtre volcanique de la Valle del Bove, une caldeira spectaculaire 8 km de long et 4 km de large, jusqu'à ce que vous revenez au point de départ à une altitude de 1900m.

Équipement recommandé: vents de données puissant mont Etna et recommandé l'utilisation d'une veste coupe-vent en Gore-Tex, une paire de lunettes pour se protéger des rafales soudaines de vent, et bien sûr une paire de bottes de haute montagne.
Dénivelé: 300m.
Descente: 400

AUTRES VOIES ..

Grande Traversée du Nord Etna - Etna Sud ou vice versa. Grotte de glace et la grotte des Framboises Monti Sartorius Serracozzo Deneri et bien d'autres pizzas merveilleuses routes... ..

Provenzana plan - Etna Nord

6 heures

Provenzana Piano

sommet Cratères - Etna (. 3329 m)

Piano Provenzana - Etna nord

6 ore

Piano Provenzana

Crateri Sommitali - Etna (3329 m.)

Etna a "Muntagna"

Tutto ciò che la natura ha di grande, tutto ciò che ha di piacevole, tutto ciò che ha di terribile, si può paragonare all’Etna, e l’Etna non si può paragonare a nulla. (Dominique Vivand Denon,“Voyage en Sicilie”, 1788)

Etna

"a Muntagna"

C’era una volta un gigante che come bocca aveva una enorme fornace, e quando si arrabbiava ne usciva il fuoco. Il gigante voleva diventare il più potente del mondo: prese le montagne più alte, le mise una sull’altra e scalò il cielo. Ma Giove lo scagliò giù da quei monti, e i massi lo seppellirono. Da là sotto lui urlò fiamme, e queste diventarono lava e l’Etna eruttò. Le leggende, di ciclopi e giganti e scarpette della regina finite nel cratere, che circondano il vulcano sono tante. Come tanti i modi di chiamarlo. Per chi ci abita vicino, è semplicemente «’a Muntagna», al femminile. Femmina capricciosa, che risveglia spesso i suoi fuochi sotterranei, ma signora più bella che pericolosa: le eruzioni periodiche scendono lente, seminano cenere, non morte.

Escursioni Etna

Webcam Etna LIVE

Per tutte le info e prenotazione: Phone +39 - 333.7863282 email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Escursioni ETNA Le escursioni che possiamo proporVi sono le seguenti: VERSANTE SUD - RIFUGIO SAPIENZA ritrovo presso il piazzale alle ore 9.00 circa, poi in funivia fino a 2500 metri, poi Trekking costeggiando la valle del Bove e le ultime colate laviche, poi a quota 2900 sarà possibile visitare il recente teatro eruttivo (aprile 2017), e poi discesa a piedi lungo il canalone della montagnola, o anche si potrà ridiscendere in Funivia. Durata 4 ore circa.. VERSANTE NORD - PIANO PROVENZANA Versante dalla bellezza incomparabile.. Su queste versante possiamo proporvi un trekking nel teatro eruttivo del 2002 che ha di fatto distrutto tutte le attività ricettive di Piano Provenzana, il trekking parte da quota 1800 metri, in circa mezz’ora si giungerà sulle bocche eruttive chiamate a “bottoniera”, entreremo nel cuore di questa lunga affascinante frattura eruttiva , fino ad una quota di 2200 metri, durante la discesa di potrà visitare la frattura del 1911 e rientrare a Piano Provenzana. Durata: 2 ore circa AL VERSANTE NORD - PIANO PROVENZANA Raggiungere la cima di un vulcano, sentirne il suo respiro, i suoi brontolii, è senza dubbio un'emozione indescrivibile. La cima del vulcano Etna, potrà essere raggiunta o dal Versante Nord (Piano Provenzana) o dal Versante Sud (Rif. Sapienza). Dal versante ETNA Nord - PIANO PROVENZANA la salita potrà essere effettuata in due tipologie: ESCURSIONE CLASSICA: Salita e discesa con i mezzi 4x4 Partenza da Piano Provenzana (Etna Nord, quota 1800 m), salita con i mezzi 4x4 fino a quota 2900 m. Da qui proseguimento a piedi. Visita del Cratere centrale e Bocca Nuova. In seguito ritorno nel luogo in cui il bus 4x4 aveva lasciato il gruppo e ritorno con il mezzo 4x4 fino a Piano Provenzana. La fattibilità dell'escursione dipende dall'attività vulcanica presente e dalle condizioni meteo. L’ESCURSIONE È ASSOLUTAMENTE VIETATA A CARDIOPATICI , ASMATICI E IPERTESI. Durata escursione: 2 ore e mezza circa. Difficoltà: facile/media Il luogo per l'incontro con la Guida Alpina è la biglietteria della società che si trova a Piano Provenzana-Etna Nord. RIENTRO IN TREKKING: SALITA CON I MEZZI 4X4 e DISCESA A PIEDI L'escursione parte da Piano Provenzana, a bordo di pulmini 4x4 , si salirà costeggiando a pochi metri la frattura createsi dall'eruzione del 2002, in circa 25 minuti si raggiungerà Piano delle Concazze, in uno scenario lunare, si proseguirà fino alla quota di 2990 circa. Successivamente a piedi in poco meno di mezz'ora si raggiungeranno i Crateri Sommitali, dapprima si visiteranno i Cratere Centrale e Bocca Nuova, successivamente ci porteremo sul Cratere di Nord-Est (il più’ alto), e da quest’ultimo inizierà la discesa a piedi, in direzione dell’Osservatorio di Piano delle Concazze. Dopo una breve pausa, inizierà una divertente discesa all’interno del canalone delle “quarantore”, che ci porterà direttamente a Piano Provenzana. Tempi di percorrenza: 5h circa Difficoltà: media. Necessari scarponi da trekking, e abbigliamento da montagna. Possibilità di noleggio in loco. Occorre prenotare DAL VERSANTE SUD La salita si effettuerà dapprima in funivia, poi pulmini 4×4 fino a quota 2900m nella zona di Torre del Filosofo,da qui dopo circa 1,5h di cammino in salita si Arriva sull’orlo della Bocca Nuova(3250m), apertasi nel 1968, probabilmente il cratere più impressionante. Aggirando la Bocca Nuova ci si ritrova sull’orlo del Cratere Centrale e da qui salendo in ripida ma breve salita per il Cratere di Nord Est, formatosi nel 1911 e vera e propria cima dell’Etna (3340m). Dalla cima possiamo spaziare a 360° con lo sguardo,e se la giornata lo permette scorgere verso nord le isole Eolie. Dalla cima iniziamo la discesa lungo un ripido ma facile sabbione passando per l’anfiteatro vulcanico della Valle del Bove,una spettacolare caldera di 8km di lunghezza e 4km di larghezza,fino a ritornare al punto di partenza a quota 1900m. Attrezzatura consigliata: Dati I venti vigorosi sull'Etna e’ consigliato l’uso di una giacca antivento in gore-tex,di un paio di occhiali per proteggersi da improvvise raffiche di vento, e naturalmente di un paio di scarponcini alti da montagna. Dislivello in salita: 300m. Dislivello in discesa: 400 ALTRI ITINERARI.. Grande Traversata Etna Nord - Etna Sud o viceversa. Grotta del Gelo e Grotta dei Lamponi Monti Sartorius Serracozzo Pizze Deneri e tanti altri... meravigliosi itinerari.. PIANO PROVENZANA L'eruzione dell'Etna del 2002 è durata dal 27 ottobre al 29 gennaio dell'anno seguente. Essa è nota soprattutto per il connesso Terremoto di Santa Venerina che recò molti danni al versante orientale del vulcano, in particolare al paese che gli ha dato il nome, Santa Venerina. Questa eruzione è stata denominata l'eruzione perfetta, ed è da considerarsi tra le più esplosive degli ultimi 100 anni. La notte tra il 26 e il 27 ottobre comincia una forte crisi sismica sul versante sud e nord, su quest'ultimo versante vengono distrutti dai terremoti due edifici adibiti ad attività ristorative ed alberghiere. L'eruzione prese piede dopo poche ore dall'inizio della crisi sismica. Sviluppo Si aprono fratture sia sul versante sud sia su quello nord. La forte attività freato-magmatica provoca colonne di cenere alte chilometri. In tutti e due i versanti si formano delle bocche "a bottoniera". A metà mattinata del 27 ottobre le colate radono al suolo Piano Provenzana, compresi i negozi di souvenir e i due alberghi. Su questo versante l'eruzione termina il 7 novembre, ma le colate non minacciano i paesi sottostanti (Linguaglossa). Il 29 ottobre, a causa delle forti deformazioni del fianco orientale e della spinta del magma, vi è una sequenza di forti sismi che provocano ingenti danni ai paesi della fascia orientale: Santa Venerina, Acireale, Giarre, Zafferana Etnea, Milo. L'emissione di cenere continua senza sosta dalle bocche meridionali, arrivando anche in Africa (Libia) e nelle isole greche. Chiude l'Aeroporto di Catania, ma anche quello di Reggio Calabria a causa della produzione piroclastica[1]. Nella foto in alto, eseguita dalla ISS verso sud est, è visibile il pennacchio di cenere, prima catturato da un basso livello di venti diretti verso sud-est, e ad altitudini più elevate verso sud e verso l'Africa. I pennacchi di fumo chiaro, visibili sui versanti, sono prodotti da incendi boschivi provocati dalla lava che scorre nelle pinete sul pendio della montagna. Si formano due coni principali, uno a quota 2750 m e l'altro a quota 2800 m e formano un'unica struttura. Viene seppellito per sempre sotto tonnellate di materiale vulcanico il rifugio Torre del Filosofo. Le colate si dividono in due bracci principali: uno scende verso il giardino botanico Nuova Gussonea (Filiciusa Milia), sul versante sud-ovest e l'altro in direzione del rifugio Sapienza. Anche stavolta questa struttura resiste al fuoco ma vengono investiti dalla lava il centro servizi di Nicolosi e un bar. Conclusione L'eruzione termina il 29 gennaio 2003; l'emissione di lava, di cenere e di altri prodotti vulcanici viene stimata intorno ai 160 milioni di metri cubi. CARATTERISTICHE DELL'ESCURSIONE Si tratta di un percorso facile e non impegnativo, per chi non è abituato a fare lunghe passeggiate a piedi o per chi ha dei bambini al seguito. La prima parte del percorso vi porterà in mezzo all’immensa frattura eruttiva del 2002/2003; si tratta di uno squarcio nel terreno apertosi in seguito ad una delle eruzioni più imponenti degli ultimi 100 anni. La scalata verso i crateri è breve e i bambini non hanno problemi a superarla. Arrivati in cima il sentiero procede proprio sul bordo delle bocche vulcaniche, dai cui picchi più elevati meravigliose vedute panoramiche del mar Tirreno e del mar Ionio lasceranno nei vostri occhi quello stupore che solo la natura è in grado di suscitare. L’intero percorso è adatto anche a bambini per fargli vivere una giornata a contatto con la natura. La durata effettiva della camminata è di 2 h 30 min. circa, intervallata da parecchie soste. A fine escursione è possibile fermarsi a Piano Provenzana per visitare una bellissima galleria fotografica dell'Etna. Partenza dalle 09:00 in poi. (L'escursione pomeridiana è possibile solo nel periodo estivo). Si consiglia in ogni caso di portare acqua e un piccolo spuntino (cioccolata, frutta, snack). Come vestirsi ABBIGLIAMENTO Abbigliamento Estivo: Scarpe da ginnastica o trekking, K-Way o giacca a vento, cappellino, occhiali da sole, protezione solare. Il tramonto è, senza dubbio alcuno, uno dei momenti più magici della giornata. I suoi colori caldi e mutevoli offrono uno spettacolo di una bellezza impareggiabile, ammirare il sole tramontare e nascondersi dietro uno dei vulcani più famosi e affascinanti del mondo, l'Etna. Godrai del tramonto da una zona unica al mondo.. Da Pizzi Deneri - Osservatorio Vulcanologico, ed in caso di attività eruttiva vi conduremo nei luoghi migliori da cui poter osservare questo spettacolare fenomeno naturale.

L’Etna ha il singhiozzo di Marco Neri Anche quando l’Etna non erutta in modo eclatante, si fa notare ugualmente. Da alcuni giorni, infatti, il vulcano siciliano produce delle “mini-eruzioni” che durano poche decine di minuti, localizzate sulla sommità del Nuovo Cratere di Sud-Est, a circa 3300 metri di quota (foto in evidenza, in alto). E fin qui non ci sarebbe nulla di strano per un vulcano tanto attivo com’è l’Etna, se non fosse che questi eventi accadono con una regolarità impressionante, circa tre al giorno, e ad intervalli abbastanza costanti di circa otto ore. Un fenomeno che ricorda abbastanza da vicino quello dei geyser, anche se in questo caso ad eruttare in superficie è magma e non acqua. La sequenza è iniziata lo scorso 11 maggio e ha portato il conto totale di queste mini-eruzioni a ventidue, aspettando il prossimo evento, naturalmente. Questi piccoli eventi eruttivi sono accompagnati sempre da un aumento di ampiezza del tremore vulcanico, che corrisponde ad una vibrazione prodotta dalla dinamica dei fluidi vulcanici che circolano all’interno del condotto eruttivo. Quando il magma si approssima alla superficie ed erutta, immancabilmente anche il tremore aumenta. Lo sanno bene gli appassionati che visitano continuamente il sito web dell’INGV nel quale il tremore è evidenziato da una serie di diagrammi colorati (foto in evidenza, in basso). In occasione di queste numerose mini-eruzioni, quindi, il tremore si mostra con una serie di picchi quasi regolari per ampiezza ed intervalli. E’ come sei il vulcano avesse… il singhiozzo! Ma allora, perché avvengono queste mini-eruzioni? Cosa le fa risultare tanto regolari e frequenti? Senza avere la pretesa di comprendere sempre tutto di un vulcano spesso sorprendente qual è l’Etna, qualche risposta possiamo provare a darla. Possiamo considerare il sistema di alimentazione dell’Etna, ed in particolare il condotto eruttivo che alimenta queste eruzioni, come una sorta di pentola a pressione stretta e lunga. Il calore del magma è assimilabile al fuoco acceso sotto la pentola, mentre i gas che si separano dal magma e si accumulano nella parte alta del condotto possiamo paragonarli al vapore acqueo che si forma dentro la pentola quando l’acqua bolle. Infine, la bocca eruttiva da cui emergono le mini-eruzioni che osserviamo in questi giorni possiamo paragonarla alla valvola della nostra pentola a pressione: ogni volta che la pressione dei gas interni al condotto supera un certo valore critico, la “valvola” si apre ed il magma erutta in superficie. E per completare la similitudine, il caratteristico “fischio” della valvola della pentola che si apre lo possiamo paragonare ai boati che le genti dell’Etna percepiscono in occasione di queste mini-eruzioni. La straordinarietà del fenomeno che osserviamo risiede, però, nel fatto che questo processo sembra avere trovato un eccellente equilibrio tra il magma che risale nel condotto e quello che viene espulso attraverso le mini-eruzioni. E adesso, cosa succederà? Come può cessare il singhiozzo dell’Etna? Il fenomeno potrebbe durare ancora a lungo, almeno fino a quando durerà questo equilibrio tra il magma che sale e quello che erutta in superficie. Le cose cambieranno quando il volume di magma disponibile diminuirà, portando al termine di queste mini-eruzioni. Oppure, se il volume di magma che risale dovesse aumentare, le eruzioni potrebbero diventare più abbondanti e lunghe, come accaduto fino a poche settimane fa. Ma anche la geometria della parte terminale del condotto eruttivo, cioè la nostra “valvola” di sfogo del vulcano, ha un suo ruolo importante. Dovesse “rompersi” questa valvola oppure dovesse ostruirsi o cambiare di forma e di ampiezza questa parte del condotto eruttivo, cambierebbe certamente anche il percorso seguito dal magma per arrivare in superficie e l’energia necessaria per produrre un’eruzione. Anche in questo caso, quindi, cambierebbe lo stile eruttivo del vulcano e forse anche la posizione della bocca eruttiva. Marco Neri* *Primo Ricercatore, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Sezione di Catania, Osservatorio Etneo (Nella foto in evidenza: in alto, attività stromboliana al Nuovo Cratere di Sud-Est ripresa la sera del 14 maggio 2017 (foto di B. Behncke); in basso, ampiezza del tremore vulcanico registrato alla stazione di monitoraggio sismico EMNR dell’INGV_OE Catania).CATANIA - L'ultima eruzione dell'Etna è stata monitorata per la prima volta anche dallo spazio, dalle sentinelle europee del programma Copernicus. E' il risultato della cooperazione tra l'Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia (Ingv) e Agenzia Spaziale Europea (Esa), che grazie agli strumenti a bordo di Sentinel-2A ha seguito l'evoluzione della recente eruzione. Le immagini spaziali dell'Etna segnano l'esordio del progetto Geohazard Exploitation Platform (Gep), attualmente in fase di test operativo su un selezionato numero di vulcani, che permetterà di seguire le attività vulcaniche, grazie sopratutto ai dati distribuiti gratuitamente dalla coppia di satelliti Sentinel 2 (la prima lanciata nel giugno 2015, la seconda a marzo 2017). Proprio l'ultima eruzione dell'Etna, iniziata il 15 marzo, ha permesso di dare il via ai primi test. Le immagini scattate tra 16 e 26 marzo "mostrano la lava emessa dal vulcano e, in particolare, evidenziano in modo chiaro la presenza di colate emesse in tempi successivi e localizzate in due zone diverse", ha detto Malvina Silvestri, dell'Ingv. Dati utili per un monitoraggio costante che quando tra pochi mesi vedrà anche la piena operatività di Sentinel-2B fornirà aggiornamenti dallo spazio con una cadenza di 2 o 3 giorni. La coppia dei satelliti Sentinel 2, scrive l'Ansa, fa parte della costellazione Copernicus, un programma promosso da Esa e Commissione Europea per la salvaguardia del pianeta, che proseguirà negli anni con i lanci di almeno 6 famiglie di sentinelle differenti dedicate allo studio di temi specifici. Intanto a tenere sotto controllo Etna, Vesuvio e Campi Flegrei ci sono anche i dati in arrivo dal satellite americano Landsat-8, che integrati a quelli in arrivo dalle sentinelle europee, forniscono la stima della temperatura superficiale e dell'andamento dei flussi di lava. Intanto, su Facebook, il vulcanologo Marco Neri, illustra l'andamento della colata iniziata poco più di due settimane fa. "Dal suo inizio, l'eruzione continua la sua fase effusiva con tassi eruttivi relativamente bassi ma costanti - scrive. La colata attiva scorre ad ovest dei Monti Barbagallo e poi, più in basso, in adiacenza con il campo lavico del 2002-2003. Il fronte lavico più avanzato è sceso ancora (ieri era a 2330 m sul mare), alimentato da una bocca effimera posta poco più a monte (2480 m). In un articolo scientifico pubblicato nel 2013, abbiamo ipotizzato i possibili percorsi seguiti da colate alimentate da bocche sommitali dell'Etna (Del Negro C., Cappello A., Neri M., Bilotta G., Hérault A., Ganci G. (2013), Lava flow hazards at Etna volcano: constraints imposed by eruptive history and numerical simulations, Scientific Reports - Nature, 3:3493, doi: 10.1038/srep03493.). In una figura di quel lavoro, è riportata proprio la mappa di probabilità di invasione lavica di questo tipo di eruzioni, nella quale si vede bene che il percorso di questa colata lavica sta seguendo quello previsto. Ringraziando le fonti, riportiamo il link della news: Eruzione osservata dallo Spazio
Etna, cinque anni esplosivi FOTOGALLERIA Il fotografo Marco Restivo ha seguito tutte le ultime eruzioni del vulcano attivo più grande d'Europa: ecco una scelta delle sue immagini più spettacolari fotografie di Marco Restivo « PRECEDENTEFoto 1 di 20SUCCESSIVO » Etna, cinque anni esplosivi Vedi anche L'Etna dà spettacoloL'Etna dà spettacoloL'Etna continua a eruttare Già da piccolo, il trentenne catanese Marco Restivo alzava sempre lo sguardo verso la montagna che domina la sua città. “L'occhio mi cadeva sempre lì”, dice. “Era una grande attrazione per me fin da quando ero bambino; la lava, la neve... L'Etna non è una montagna normale, è viva”. Poi, dal 2005, ha cominciato a sfruttare le sue escursioni sull'Etna per fare le sue prime fotografie, con una piccola compatta. Oltre che dalla natura, era particolarmente affascinato dalle eruzioni. Dopo la laurea in ingegneria, Restivo ha fondato un'agenzia multimediale, WEAD, e ha cominciato ad avvicinarsi più seriamente al mondo della fotografia. Dal 2010, racconta, ha cominciato a fotografare e a filmare l'Etna con attrezzature professionali. “Negli anni mi sono avvicinato sempre di più al mondo della fotografia conciliando l’interesse per quest’ultima con la vicinanza del vulcano, per seguire tutte le attività eruttive e non, cercando di raccontare, tramite le mie foto, le sue meraviglie”, dice. Oggi, con i suoi amici e colleghi, Restivo controlla quotidianamente i siti dell'INGV che monitorano l'attività eruttiva, allunga lo sguardo verso il vulcano e, in caso ci siano fenomeni degni di nota, sale in vetta. “Saliamo fino al rifugio Sapienza [a 1.900 metri di quota] poi da lì prendiamo la funivia oppure saliamo a piedi per fare le nostre foto alle bocche eruttive o alle colate laviche. Quasi sempre facciamo tardi e ci tocca tornare giù a piedi con tutta l'atrrezzatura”, dice. “L'attività che ad oggi mi è rimasta più impressa è stata l’eruzione del 2015 del cratere Voragine. All’interno della colonna eruttiva si sono sviluppati diversi fulmini creando un atmosfera surreale”. Proprio in quell'occasione, Restivo realizzò uno scatto memorabile che fece il giro del mondo e fu pubblicato da molte testate intenazionali tra cui National Geographic Italia, Guardian, BBC, CNN, eccetera. Negli ultimi mesi, sfruttando la conoscenza del territorio, insieme ad altri colleghi Restivo sta portando avanti il progetto Myetnamap. L’obiettivo è quello di semplificare l'esperienza sul vulcano a tutti i visitatori del mondo, aiutandoli a districarsi tra i sentieri etnei, i comuni e le attrazioni che offre il vulcano con foto a 360 gradi. In questa immagine: Il primo febbraio 2015 una colata lavica viene emessa da una bocca effusiva posta alla base meridionale del Cratere di Sud-Est, mentre dalla cima del cono vengono prodotte esplosioni stromboliane. Articolo completo su: 5 anni di "Etna"
Articolo completo su:
Bocca effussiva 2900 - Video

 
 
 

ATTIVITA' DELL'ETNA, 16 MARZO 2017

Durante l’eruzione in corso da ieri mattina, alle ore 12:43 (ora locale) di oggi, 16 marzo, si è verificata un’esplosione freato-magmatica in località Belvedere (bordo occidentale della Valle del Bove), a circa 2700 metri di quota sul mare. L’esplosione è avvenuta in corrispondenza del fronte della colata di lava che emerge da una bocca posta alla base del Nuovo Cratere di Sud-Est, a circa 3200 metri di quota sul mare. Attualmente la lava avanza con una temperatura superiore ai 1000 gradi centigradi in una zona ricoperta di neve. La neve, al contatto con la lava, tende a sciogliersi, formando delle pozze d’acqua che possono venire ricoperte dalla lava in avanzamento.

In quel caso, l’acqua sotto la colata lavica tende a vaporizzare e può causare esplosioni freato-magmatiche come quella avvenuta oggi. Nel fenomeno esplosivo è stato coinvolto anche un vulcanologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - Osservatorio Etneo (INGV-OE), Boris Behncke, che ha riportato lievi escoriazioni. Il personale INGV-OE continua a monitorare con costanza l’evoluzione dei fenomeni.

Video delle telecamere di sorveglianza ECV e ENV che mostrano l’esplosione delle ore 12:43 (ora locale) di oggi. L’esplosione è evidenziata da una densa nube di colore bianco, che si espande rapidamente.
L'immagine a fine video è stata estratta dalla telecamera di sorveglianza ENV, il cerchio nero evidenza l’esplosione freato-magmatica avvenuta alle 12:43 (ora locale) di oggi. (link al video)

 

 

vini dalta quotaVenerdì 11 novembre, alle 10.00, saranno presentati presso l’Osservatorio di Pizzi Deneri (Linguaglossa-Catania) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), i risultati del progetto sperimentale “Vini d’alta quota. I VINI CALCAGNO A QUOTA 2800”,  nato dalla collaborazione tra INGV e l’azienda vinicola Calcagno. Il progetto, iniziato il 22 luglio 2015 e terminato il 22 luglio scorso, nasce dall’idea di allestire, presso l’Osservatorio di Pizzi Deneri, all’altitudine di 2813 m, un corner dedicato all’affinamento di un lotto di bottiglie dei vini dell’azienda Calcagno, posizionati in casse di legno, per un periodo di circa 12 mesi. Primo nel suo genere, il progetto si basa sulle teorie di Pasteur (1822-1895), chimico, biologo e microbiologo francese, che sosteneva: “l’aria in alta quota è priva di germi ed è migliore per la conservazione di un prodotto fermentato come il vino”. Secondo lo studioso, infatti, “l’aria più rarefatta, con meno ossigeno, mantiene i vini più giovani”.
Obiettivo della sperimentazione è stato quello di osservare i fattori considerati da Pasteur, insieme all’esclusivo microclima, il profondo silenzio, l’assoluta assenza di luce e la bassa concentrazione di ossigeno, presenti a quota 2.813, che favoriscono il “rallentamento” del processo di maturazione del vino e, quindi, la longevità dello stesso, evolvendosi sia dal punto di vista organolettico, sia della tonalità del colore. Evidenziare, inoltre, il forte legame tra i vini autoctoni e l’unicità del territorio etneo.
A conclusione del primo anno di affinamento, i vini sono stati sottoposti a controllo per poter stabilire l’effettiva salute dei prodotti. La fase finale della sperimentazione, consistente nel recupero delle bottiglie presso la zona dell’Osservatorio, prevede una degustazione analitica da parte di una commissione di esperti del settore (enologi, giornalisti, sommelier).
Durante la giornata di presentazione,  i vini, oggetto della sperimentazione, saranno venduti tramite un’asta di beneficenza e il ricavato sarà devoluto all’INGV, collaboratore del progetto, per la ricerca sul sisma e per l’acquisto di specifici macchinari dedicati al monitoraggio e sorveglianza vulcanica. La scelta della presentazione dei risultati del progetto presso la sede dell’osservatorio, vuole essere un valore aggiunto in termini di sensazioni ed emozioni derivanti dalla sperimentazione.
Interverranno: il direttore dell’Osservatorio Etneo-INGV, Eugenio Privitera,  i proprietari e l’enologo dell'azienda Calcagno, una commissione di degustatori composta da Marco Mangiarotti (Il Giorno), Fabrizio Carrera e Federico Latteri (entrambi di Cronache del Gusto). Sono stati invitati i sindaci di Linguaglossa e Castiglione di Sicilia, la Presidente del Parco dell'Etna.
 
 

Sequenza sismica sull’Etna

 

Una serie di terremoti  sono avvenuti questa mattina ( 22/Nov/2012) nel distretto sismico ETNA. Il primo evento di magnitudo(Ml) 3.9 è avvenuto alle ore 10:10:41 italiane. Questo evento è stato seguito da numerosi altri terremoti  tra i quali un ulteriore altro evento di magnitudo(Ml) 3.9 alle ore 12:25:52 italiane.

Per maggiori informazioni sull’evento delle ore 10:10:41 –  http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7225595900/event.html

Per maggiori informazioni sull’evento delle ore 12:25:52 – http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7225597250/event.html

Alle ore 13.00 sono oltre 30 gli eventi, tutti localizzati nel settore nord-occidentale dell’Etna.

 

L’Etna ha il singhiozzo di Marco Neri Anche quando l’Etna non erutta in modo eclatante, si fa notare ugualmente. Da alcuni giorni, infatti, il vulcano siciliano produce delle “mini-eruzioni” che durano poche decine di minuti, localizzate sulla sommità del Nuovo Cratere di Sud-Est, a circa 3300 metri di quota (foto in evidenza, in alto). E fin qui non ci sarebbe nulla di strano per un vulcano tanto attivo com’è l’Etna, se non fosse che questi eventi accadono con una regolarità impressionante, circa tre al giorno, e ad intervalli abbastanza costanti di circa otto ore. Un fenomeno che ricorda abbastanza da vicino quello dei geyser, anche se in questo caso ad eruttare in superficie è magma e non acqua. La sequenza è iniziata lo scorso 11 maggio e ha portato il conto totale di queste mini-eruzioni a ventidue, aspettando il prossimo evento, naturalmente. Questi piccoli eventi eruttivi sono accompagnati sempre da un aumento di ampiezza del tremore vulcanico, che corrisponde ad una vibrazione prodotta dalla dinamica dei fluidi vulcanici che circolano all’interno del condotto eruttivo. Quando il magma si approssima alla superficie ed erutta, immancabilmente anche il tremore aumenta. Lo sanno bene gli appassionati che visitano continuamente il sito web dell’INGV nel quale il tremore è evidenziato da una serie di diagrammi colorati (foto in evidenza, in basso). In occasione di queste numerose mini-eruzioni, quindi, il tremore si mostra con una serie di picchi quasi regolari per ampiezza ed intervalli. E’ come sei il vulcano avesse… il singhiozzo! Ma allora, perché avvengono queste mini-eruzioni? Cosa le fa risultare tanto regolari e frequenti? Senza avere la pretesa di comprendere sempre tutto di un vulcano spesso sorprendente qual è l’Etna, qualche risposta possiamo provare a darla. Possiamo considerare il sistema di alimentazione dell’Etna, ed in particolare il condotto eruttivo che alimenta queste eruzioni, come una sorta di pentola a pressione stretta e lunga. Il calore del magma è assimilabile al fuoco acceso sotto la pentola, mentre i gas che si separano dal magma e si accumulano nella parte alta del condotto possiamo paragonarli al vapore acqueo che si forma dentro la pentola quando l’acqua bolle. Infine, la bocca eruttiva da cui emergono le mini-eruzioni che osserviamo in questi giorni possiamo paragonarla alla valvola della nostra pentola a pressione: ogni volta che la pressione dei gas interni al condotto supera un certo valore critico, la “valvola” si apre ed il magma erutta in superficie. E per completare la similitudine, il caratteristico “fischio” della valvola della pentola che si apre lo possiamo paragonare ai boati che le genti dell’Etna percepiscono in occasione di queste mini-eruzioni. La straordinarietà del fenomeno che osserviamo risiede, però, nel fatto che questo processo sembra avere trovato un eccellente equilibrio tra il magma che risale nel condotto e quello che viene espulso attraverso le mini-eruzioni. E adesso, cosa succederà? Come può cessare il singhiozzo dell’Etna? Il fenomeno potrebbe durare ancora a lungo, almeno fino a quando durerà questo equilibrio tra il magma che sale e quello che erutta in superficie. Le cose cambieranno quando il volume di magma disponibile diminuirà, portando al termine di queste mini-eruzioni. Oppure, se il volume di magma che risale dovesse aumentare, le eruzioni potrebbero diventare più abbondanti e lunghe, come accaduto fino a poche settimane fa. Ma anche la geometria della parte terminale del condotto eruttivo, cioè la nostra “valvola” di sfogo del vulcano, ha un suo ruolo importante. Dovesse “rompersi” questa valvola oppure dovesse ostruirsi o cambiare di forma e di ampiezza questa parte del condotto eruttivo, cambierebbe certamente anche il percorso seguito dal magma per arrivare in superficie e l’energia necessaria per produrre un’eruzione. Anche in questo caso, quindi, cambierebbe lo stile eruttivo del vulcano e forse anche la posizione della bocca eruttiva. Marco Neri* *Primo Ricercatore, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Sezione di Catania, Osservatorio Etneo (Nella foto in evidenza: in alto, attività stromboliana al Nuovo Cratere di Sud-Est ripresa la sera del 14 maggio 2017 (foto di B. Behncke); in basso, ampiezza del tremore vulcanico registrato alla stazione di monitoraggio sismico EMNR dell’INGV_OE Catania).CATANIA - L'ultima eruzione dell'Etna è stata monitorata per la prima volta anche dallo spazio, dalle sentinelle europee del programma Copernicus. E' il risultato della cooperazione tra l'Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia (Ingv) e Agenzia Spaziale Europea (Esa), che grazie agli strumenti a bordo di Sentinel-2A ha seguito l'evoluzione della recente eruzione. Le immagini spaziali dell'Etna segnano l'esordio del progetto Geohazard Exploitation Platform (Gep), attualmente in fase di test operativo su un selezionato numero di vulcani, che permetterà di seguire le attività vulcaniche, grazie sopratutto ai dati distribuiti gratuitamente dalla coppia di satelliti Sentinel 2 (la prima lanciata nel giugno 2015, la seconda a marzo 2017). Proprio l'ultima eruzione dell'Etna, iniziata il 15 marzo, ha permesso di dare il via ai primi test. Le immagini scattate tra 16 e 26 marzo "mostrano la lava emessa dal vulcano e, in particolare, evidenziano in modo chiaro la presenza di colate emesse in tempi successivi e localizzate in due zone diverse", ha detto Malvina Silvestri, dell'Ingv. Dati utili per un monitoraggio costante che quando tra pochi mesi vedrà anche la piena operatività di Sentinel-2B fornirà aggiornamenti dallo spazio con una cadenza di 2 o 3 giorni. La coppia dei satelliti Sentinel 2, scrive l'Ansa, fa parte della costellazione Copernicus, un programma promosso da Esa e Commissione Europea per la salvaguardia del pianeta, che proseguirà negli anni con i lanci di almeno 6 famiglie di sentinelle differenti dedicate allo studio di temi specifici. Intanto a tenere sotto controllo Etna, Vesuvio e Campi Flegrei ci sono anche i dati in arrivo dal satellite americano Landsat-8, che integrati a quelli in arrivo dalle sentinelle europee, forniscono la stima della temperatura superficiale e dell'andamento dei flussi di lava. Intanto, su Facebook, il vulcanologo Marco Neri, illustra l'andamento della colata iniziata poco più di due settimane fa. "Dal suo inizio, l'eruzione continua la sua fase effusiva con tassi eruttivi relativamente bassi ma costanti - scrive. La colata attiva scorre ad ovest dei Monti Barbagallo e poi, più in basso, in adiacenza con il campo lavico del 2002-2003. Il fronte lavico più avanzato è sceso ancora (ieri era a 2330 m sul mare), alimentato da una bocca effimera posta poco più a monte (2480 m). In un articolo scientifico pubblicato nel 2013, abbiamo ipotizzato i possibili percorsi seguiti da colate alimentate da bocche sommitali dell'Etna (Del Negro C., Cappello A., Neri M., Bilotta G., Hérault A., Ganci G. (2013), Lava flow hazards at Etna volcano: constraints imposed by eruptive history and numerical simulations, Scientific Reports - Nature, 3:3493, doi: 10.1038/srep03493.). In una figura di quel lavoro, è riportata proprio la mappa di probabilità di invasione lavica di questo tipo di eruzioni, nella quale si vede bene che il percorso di questa colata lavica sta seguendo quello previsto. Ringraziando le fonti, riportiamo il link della news: Eruzione osservata dallo Spazio
Etna, cinque anni esplosivi FOTOGALLERIA Il fotografo Marco Restivo ha seguito tutte le ultime eruzioni del vulcano attivo più grande d'Europa: ecco una scelta delle sue immagini più spettacolari fotografie di Marco Restivo « PRECEDENTEFoto 1 di 20SUCCESSIVO » Etna, cinque anni esplosivi Vedi anche L'Etna dà spettacoloL'Etna dà spettacoloL'Etna continua a eruttare Già da piccolo, il trentenne catanese Marco Restivo alzava sempre lo sguardo verso la montagna che domina la sua città. “L'occhio mi cadeva sempre lì”, dice. “Era una grande attrazione per me fin da quando ero bambino; la lava, la neve... L'Etna non è una montagna normale, è viva”. Poi, dal 2005, ha cominciato a sfruttare le sue escursioni sull'Etna per fare le sue prime fotografie, con una piccola compatta. Oltre che dalla natura, era particolarmente affascinato dalle eruzioni. Dopo la laurea in ingegneria, Restivo ha fondato un'agenzia multimediale, WEAD, e ha cominciato ad avvicinarsi più seriamente al mondo della fotografia. Dal 2010, racconta, ha cominciato a fotografare e a filmare l'Etna con attrezzature professionali. “Negli anni mi sono avvicinato sempre di più al mondo della fotografia conciliando l’interesse per quest’ultima con la vicinanza del vulcano, per seguire tutte le attività eruttive e non, cercando di raccontare, tramite le mie foto, le sue meraviglie”, dice. Oggi, con i suoi amici e colleghi, Restivo controlla quotidianamente i siti dell'INGV che monitorano l'attività eruttiva, allunga lo sguardo verso il vulcano e, in caso ci siano fenomeni degni di nota, sale in vetta. “Saliamo fino al rifugio Sapienza [a 1.900 metri di quota] poi da lì prendiamo la funivia oppure saliamo a piedi per fare le nostre foto alle bocche eruttive o alle colate laviche. Quasi sempre facciamo tardi e ci tocca tornare giù a piedi con tutta l'atrrezzatura”, dice. “L'attività che ad oggi mi è rimasta più impressa è stata l’eruzione del 2015 del cratere Voragine. All’interno della colonna eruttiva si sono sviluppati diversi fulmini creando un atmosfera surreale”. Proprio in quell'occasione, Restivo realizzò uno scatto memorabile che fece il giro del mondo e fu pubblicato da molte testate intenazionali tra cui National Geographic Italia, Guardian, BBC, CNN, eccetera. Negli ultimi mesi, sfruttando la conoscenza del territorio, insieme ad altri colleghi Restivo sta portando avanti il progetto Myetnamap. L’obiettivo è quello di semplificare l'esperienza sul vulcano a tutti i visitatori del mondo, aiutandoli a districarsi tra i sentieri etnei, i comuni e le attrazioni che offre il vulcano con foto a 360 gradi. In questa immagine: Il primo febbraio 2015 una colata lavica viene emessa da una bocca effusiva posta alla base meridionale del Cratere di Sud-Est, mentre dalla cima del cono vengono prodotte esplosioni stromboliane. Articolo completo su: 5 anni di "Etna"
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Bocca effussiva 2900 - Video

 
 
 

ATTIVITA' DELL'ETNA, 16 MARZO 2017

Durante l’eruzione in corso da ieri mattina, alle ore 12:43 (ora locale) di oggi, 16 marzo, si è verificata un’esplosione freato-magmatica in località Belvedere (bordo occidentale della Valle del Bove), a circa 2700 metri di quota sul mare. L’esplosione è avvenuta in corrispondenza del fronte della colata di lava che emerge da una bocca posta alla base del Nuovo Cratere di Sud-Est, a circa 3200 metri di quota sul mare. Attualmente la lava avanza con una temperatura superiore ai 1000 gradi centigradi in una zona ricoperta di neve. La neve, al contatto con la lava, tende a sciogliersi, formando delle pozze d’acqua che possono venire ricoperte dalla lava in avanzamento.

In quel caso, l’acqua sotto la colata lavica tende a vaporizzare e può causare esplosioni freato-magmatiche come quella avvenuta oggi. Nel fenomeno esplosivo è stato coinvolto anche un vulcanologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - Osservatorio Etneo (INGV-OE), Boris Behncke, che ha riportato lievi escoriazioni. Il personale INGV-OE continua a monitorare con costanza l’evoluzione dei fenomeni.

Video delle telecamere di sorveglianza ECV e ENV che mostrano l’esplosione delle ore 12:43 (ora locale) di oggi. L’esplosione è evidenziata da una densa nube di colore bianco, che si espande rapidamente.
L'immagine a fine video è stata estratta dalla telecamera di sorveglianza ENV, il cerchio nero evidenza l’esplosione freato-magmatica avvenuta alle 12:43 (ora locale) di oggi. (link al video)

 

 

vini dalta quotaVenerdì 11 novembre, alle 10.00, saranno presentati presso l’Osservatorio di Pizzi Deneri (Linguaglossa-Catania) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), i risultati del progetto sperimentale “Vini d’alta quota. I VINI CALCAGNO A QUOTA 2800”,  nato dalla collaborazione tra INGV e l’azienda vinicola Calcagno. Il progetto, iniziato il 22 luglio 2015 e terminato il 22 luglio scorso, nasce dall’idea di allestire, presso l’Osservatorio di Pizzi Deneri, all’altitudine di 2813 m, un corner dedicato all’affinamento di un lotto di bottiglie dei vini dell’azienda Calcagno, posizionati in casse di legno, per un periodo di circa 12 mesi. Primo nel suo genere, il progetto si basa sulle teorie di Pasteur (1822-1895), chimico, biologo e microbiologo francese, che sosteneva: “l’aria in alta quota è priva di germi ed è migliore per la conservazione di un prodotto fermentato come il vino”. Secondo lo studioso, infatti, “l’aria più rarefatta, con meno ossigeno, mantiene i vini più giovani”.
Obiettivo della sperimentazione è stato quello di osservare i fattori considerati da Pasteur, insieme all’esclusivo microclima, il profondo silenzio, l’assoluta assenza di luce e la bassa concentrazione di ossigeno, presenti a quota 2.813, che favoriscono il “rallentamento” del processo di maturazione del vino e, quindi, la longevità dello stesso, evolvendosi sia dal punto di vista organolettico, sia della tonalità del colore. Evidenziare, inoltre, il forte legame tra i vini autoctoni e l’unicità del territorio etneo.
A conclusione del primo anno di affinamento, i vini sono stati sottoposti a controllo per poter stabilire l’effettiva salute dei prodotti. La fase finale della sperimentazione, consistente nel recupero delle bottiglie presso la zona dell’Osservatorio, prevede una degustazione analitica da parte di una commissione di esperti del settore (enologi, giornalisti, sommelier).
Durante la giornata di presentazione,  i vini, oggetto della sperimentazione, saranno venduti tramite un’asta di beneficenza e il ricavato sarà devoluto all’INGV, collaboratore del progetto, per la ricerca sul sisma e per l’acquisto di specifici macchinari dedicati al monitoraggio e sorveglianza vulcanica. La scelta della presentazione dei risultati del progetto presso la sede dell’osservatorio, vuole essere un valore aggiunto in termini di sensazioni ed emozioni derivanti dalla sperimentazione.
Interverranno: il direttore dell’Osservatorio Etneo-INGV, Eugenio Privitera,  i proprietari e l’enologo dell'azienda Calcagno, una commissione di degustatori composta da Marco Mangiarotti (Il Giorno), Fabrizio Carrera e Federico Latteri (entrambi di Cronache del Gusto). Sono stati invitati i sindaci di Linguaglossa e Castiglione di Sicilia, la Presidente del Parco dell'Etna.
 
 

Sequenza sismica sull’Etna

 

Una serie di terremoti  sono avvenuti questa mattina ( 22/Nov/2012) nel distretto sismico ETNA. Il primo evento di magnitudo(Ml) 3.9 è avvenuto alle ore 10:10:41 italiane. Questo evento è stato seguito da numerosi altri terremoti  tra i quali un ulteriore altro evento di magnitudo(Ml) 3.9 alle ore 12:25:52 italiane.

Per maggiori informazioni sull’evento delle ore 10:10:41 –  http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7225595900/event.html

Per maggiori informazioni sull’evento delle ore 12:25:52 – http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7225597250/event.html

Alle ore 13.00 sono oltre 30 gli eventi, tutti localizzati nel settore nord-occidentale dell’Etna.