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Escursioni Etna - etna webcam

Guide Alpine e Vulcanologiche

Le Guide dell'Etna sono figli di una grande "Mamma" che è l'Etna

Il nostro Team

Il Team, composto da Professionisti della montagna, da Guide Alpine e Vulcanologiche (regolarmente iscritte al Collegio Nazionale), nate e cresciute ai piedi dell’Etna, animate da un Grande Amore nei confronti di questa terra meravigliosa, ma soprattutto affezionate al loro grande Vulcano, che come sappiamo non ha eguali nel mondo

Le origini delle guide dell’Etna non sono certe. Le prime notizie risalgono alla fine del 18° secolo, già a quel tempo, le visite dei viaggiatori avvenivano in compagnia di guide, che conoscevano perfettamente i segreti della “ Grande Montagna ”. Tra loro si ha ancora memoria di un tal Biagio Motta, detto il “Ciclope”, per via della sua statura, e, che nel 1776, da un viaggiatore francese, “Roland de la Platiere ” veniva così descritto: “Un uomo alto, di circa 50 anni, un’impronta umana nella fisionomia, un’aria severa con un che di venerabile; camminava davanti a grandi passi, senza proferir parole, rispondendo brevemente e precisamente ad ogni domanda…” In genere, queste “guide” erano pastori, cacciatori, tagliaboschi che ben conoscevano le insidie ed i percorsi di un territorio così vario e vasto. Non erano regolamentati, per cui le loro prestazioni erano improvvisate, dovevano dare dimostrazioni di capacità fisiche e morali per poter conquistare la fiducia dei viaggiatori che avevano, oltre allo spirito di avventura, anche una buona dose di pregiudizi, al punto che Brydone diceva: “ Trovammo la gente che abita sulla montagna di una tale selvatichezza e di modi così incivili come non mi è mai capitato di vederne” o così come Eliseo Reclus, nella sua relazione di viaggio “ La Sicilia e l’eruzione dell’Etna nel 1865” commentava: “…..ai di nostri non c’è altro rischio pei forestieri che passano da Nicolosi se non quello di essere assaliti e spogliati dai pitocchi, da guide e da ostieri. I più grandi viaggiatori, ritornando nelle proprie sedi, divulgavano, alla grande platea intellettuale del nord Europa, i diari delle loro esperienze di viaggio nel sud Italia, con dovizia di notizie, curiosità ed immagini ritratte dai loro disegnatori, a volte denigrando, ma tante volte esaltando le bellezze naturali della Sicilia ed in particolare dell’Etna. La descrizione minuziosa sulla maestosità del vulcano, sulle sue manifestazioni eruttive, sulla peculiarità di ambienti che solo l’Etna sa offrire; i boschi, così variegati di endemismi nelle tre grandi regioni vegetali, le sciare, il deserto lavico misto a lapilli e ceneri delle regioni alte, il cratere centrale insondabile con l’eterno pennacchio di fumo, i ridenti paesini arroccati sui suoi fianchi, ricchi di storia per le continue lotte contro il vulcano sostenute dagli uomini etnei, versatili ed intuitivi, disubbidienti e fertili, cocciuti e provvisori, che hanno saputo sempre mantenere un rapporto strano di odio ed amore con la grande montagna di fuoco. Il divulgare di queste notizie, insieme al rifiorire delle scienze naturalistiche ed alla presenza della massima espressione della vulcanologia, nei fratelli Gemmellaro, facevano affluire a Nicolosi un discreto numero di viaggiatori. Nacque così, in paese, il bisogno di creare le prime forme di strutture ricettive con le prime locande, le osterie e tutti quei servizi che potevano essere di ausilio ai bisogni delle persone che si avventuravano alla scoperta del vulcano (piccoli commercianti, artigiani, ecc..) Così parla di Nicolosi, Eliseo Reclus, sempre nella sua relazione di viaggio :”….il villaggio può vantarsi di due alberghi che digradano ogni altro di Sicilia per una relativa nettezza e per le comodità che vi si trovano”. Mario Gemmellaro, quindi, facendosi interprete dei bisogni dei viaggiatori che chiedevano l’assistenza di persone in grado di accompagnarli, ebbe l’idea ed organizzò fin dal 1804 il gruppo delle guide e dei mulattieri dell’Etna, esperti conoscitori degli impervi sentieri del vulcano. Le persone che dovevano fare da guida venivano reclutate, per conoscenza personale, direttamente dai fratelli Gemmellaro, scegliendole fra quelle che per capacità fisica, rettitudine morale, onestà e conoscenza della montagna, garantivano prestigio e sicurezza tali da potergli affidare i clienti che a loro si rivolgevano. La guida, autonomamente, sceglieva l’itinerario da proporre al cliente, ed in relazione al numero dei partecipanti ed al bagaglio degli stessi, organizzava un servizio di garzoni con lo scopo di trasportare il bagaglio del cliente, nel caso in cui l’escursione partisse a piedi da Nicolosi, o si faceva collaborare dal gruppo dei mulattieri, nel caso in cui i viaggiatori richiedessero di voler effettuare il viaggio a dorso dei muli. Il servizio di tali animali e dei loro conduttori, di norma, si esauriva con l’arrivo alla “Gratissima ”, una piccola casa di ricovero per i viaggiatori, alla base del cono terminale, lungo la via che solitamente si percorreva facendo la salita da Nicolosi. L’attività delle guide continuò sotto l’egida dei Gemmellaro e dei loro successori per circa 70 anni. Nel 1875 venne fondata a Catania la prima sezione Siciliana del “Club Alpino Italiano”. Il direttivo della sezione recepì i risultati del congresso alpino tenutosi in Domodossola nel 1870, dove l’Abate Garret trattò la questione dell’organizzazione delle guide e dei portatori e il bisogno di regolamentarne le funzioni e le tariffe. Il consigliere centrale, Orazio Spenna, inserì tale proposta nei punti all’ordine del giorno dello stesso congresso e l’assemblea approvò di dare mandato alle singole sezioni di compilare, in base alle esigenze ed ai bisogni del proprio distretto, un regolamento. Così nel 1877, due anni dopo la sua costituzione, venne realizzato il regolamento per le guide ed i portatori del C.A.I. della sezione di Catania. Le guide di Nicolosi, grazie al C.A.I., acquistarono quella identità che ancor oggi conosciamo come “ le guide dell’Etna ”, oltre ad avere avuto la riconoscenza e la gratitudine di milioni di visitatori che da quasi due secoli sono stati aiutati a svelare i segreti del nostro grande vulcano. Nello stesso anno, si costituì il primo gruppo di Guide e garzoni, formato da quelle persone che, comunque, si rifacevano all’organizzazione dei Gemmellaro e che a loro volta erano suddivisi in due gruppi, al primo denominato “Guide Etnee” appartenevano: Contarino Antonio (capo delle guide), Gemmellaro Giuseppe, Carbonaro Antonino, Consoli Salvatore, Anastasio Giuseppe, Costanzo Vincenzo, Leonardi Antonio , Leonardi Alfio, Gemmellaro Antonio, Galvagno Pietro e Gemmellaro Salvatore, le uniche riconosciute idonee all’accompagnamento nelle alte regioni dell’Etna fino alla sommità del cratere centrale; all’altro gruppo, denominato “Guide pei Monti Rossi” appartenevano: Salvatore Carbonaro (capo delle guide), Antonio Contarino, Gaetano Rizzo, Salvatore Chitè, Giuseppe Anastasio, Carmelo Chitè e Nunzio Contarino, si limitavano, invece, ad effettuare l’accompagnamento fino alla sommità dei Monti Rossi. Finiva così un’epoca di improvvisazione. Le guide avendo, quindi, un regolamento venivano fornite di una divisa, di un cappello e di uno stemma di riconoscimento, in modo da permettere al viaggiatore la sicurezza di affidarsi a persone, comunque, riconosciute o riconoscibili, anche perché i segni di appartenenza a tale categoria, andavano, man mano, uniformandosi in tutta Italia con la nascita dei vari comitati sezionali e regionali. Attualmente, le guide dell’Etna, uniche figure autorizzate all’accompagnamento ai sensi della L.R. 28 del 6/4/96, fanno parte del Collegio regionale delle Guide Alpine e Vulcanologiche della Sicilia

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Le Guide dell'Etna sono figli di una grande "Mamma" che è l'Etna

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Il Team, composto da Professionisti della montagna, da Guide Alpine e Vulcanologiche (regolarmente iscritte al Collegio Nazionale), nate e cresciute ai piedi dell’Etna, animate da un Grande Amore nei confronti di questa terra meravigliosa, ma soprattutto affezionate al loro grande Vulcano, che come sappiamo non ha eguali nel mondo

Le origini delle guide dell’Etna non sono certe. Le prime notizie risalgono alla fine del 18° secolo, già a quel tempo, le visite dei viaggiatori avvenivano in compagnia di guide, che conoscevano perfettamente i segreti della “ Grande Montagna ”. Tra loro si ha ancora memoria di un tal Biagio Motta, detto il “Ciclope”, per via della sua statura, e, che nel 1776, da un viaggiatore francese, “Roland de la Platiere ” veniva così descritto: “Un uomo alto, di circa 50 anni, un’impronta umana nella fisionomia, un’aria severa con un che di venerabile; camminava davanti a grandi passi, senza proferir parole, rispondendo brevemente e precisamente ad ogni domanda…” In genere, queste “guide” erano pastori, cacciatori, tagliaboschi che ben conoscevano le insidie ed i percorsi di un territorio così vario e vasto. Non erano regolamentati, per cui le loro prestazioni erano improvvisate, dovevano dare dimostrazioni di capacità fisiche e morali per poter conquistare la fiducia dei viaggiatori che avevano, oltre allo spirito di avventura, anche una buona dose di pregiudizi, al punto che Brydone diceva: “ Trovammo la gente che abita sulla montagna di una tale selvatichezza e di modi così incivili come non mi è mai capitato di vederne” o così come Eliseo Reclus, nella sua relazione di viaggio “ La Sicilia e l’eruzione dell’Etna nel 1865” commentava: “…..ai di nostri non c’è altro rischio pei forestieri che passano da Nicolosi se non quello di essere assaliti e spogliati dai pitocchi, da guide e da ostieri. I più grandi viaggiatori, ritornando nelle proprie sedi, divulgavano, alla grande platea intellettuale del nord Europa, i diari delle loro esperienze di viaggio nel sud Italia, con dovizia di notizie, curiosità ed immagini ritratte dai loro disegnatori, a volte denigrando, ma tante volte esaltando le bellezze naturali della Sicilia ed in particolare dell’Etna. La descrizione minuziosa sulla maestosità del vulcano, sulle sue manifestazioni eruttive, sulla peculiarità di ambienti che solo l’Etna sa offrire; i boschi, così variegati di endemismi nelle tre grandi regioni vegetali, le sciare, il deserto lavico misto a lapilli e ceneri delle regioni alte, il cratere centrale insondabile con l’eterno pennacchio di fumo, i ridenti paesini arroccati sui suoi fianchi, ricchi di storia per le continue lotte contro il vulcano sostenute dagli uomini etnei, versatili ed intuitivi, disubbidienti e fertili, cocciuti e provvisori, che hanno saputo sempre mantenere un rapporto strano di odio ed amore con la grande montagna di fuoco. Il divulgare di queste notizie, insieme al rifiorire delle scienze naturalistiche ed alla presenza della massima espressione della vulcanologia, nei fratelli Gemmellaro, facevano affluire a Nicolosi un discreto numero di viaggiatori. Nacque così, in paese, il bisogno di creare le prime forme di strutture ricettive con le prime locande, le osterie e tutti quei servizi che potevano essere di ausilio ai bisogni delle persone che si avventuravano alla scoperta del vulcano (piccoli commercianti, artigiani, ecc..) Così parla di Nicolosi, Eliseo Reclus, sempre nella sua relazione di viaggio :”….il villaggio può vantarsi di due alberghi che digradano ogni altro di Sicilia per una relativa nettezza e per le comodità che vi si trovano”. Mario Gemmellaro, quindi, facendosi interprete dei bisogni dei viaggiatori che chiedevano l’assistenza di persone in grado di accompagnarli, ebbe l’idea ed organizzò fin dal 1804 il gruppo delle guide e dei mulattieri dell’Etna, esperti conoscitori degli impervi sentieri del vulcano. Le persone che dovevano fare da guida venivano reclutate, per conoscenza personale, direttamente dai fratelli Gemmellaro, scegliendole fra quelle che per capacità fisica, rettitudine morale, onestà e conoscenza della montagna, garantivano prestigio e sicurezza tali da potergli affidare i clienti che a loro si rivolgevano. La guida, autonomamente, sceglieva l’itinerario da proporre al cliente, ed in relazione al numero dei partecipanti ed al bagaglio degli stessi, organizzava un servizio di garzoni con lo scopo di trasportare il bagaglio del cliente, nel caso in cui l’escursione partisse a piedi da Nicolosi, o si faceva collaborare dal gruppo dei mulattieri, nel caso in cui i viaggiatori richiedessero di voler effettuare il viaggio a dorso dei muli. Il servizio di tali animali e dei loro conduttori, di norma, si esauriva con l’arrivo alla “Gratissima ”, una piccola casa di ricovero per i viaggiatori, alla base del cono terminale, lungo la via che solitamente si percorreva facendo la salita da Nicolosi. L’attività delle guide continuò sotto l’egida dei Gemmellaro e dei loro successori per circa 70 anni. Nel 1875 venne fondata a Catania la prima sezione Siciliana del “Club Alpino Italiano”. Il direttivo della sezione recepì i risultati del congresso alpino tenutosi in Domodossola nel 1870, dove l’Abate Garret trattò la questione dell’organizzazione delle guide e dei portatori e il bisogno di regolamentarne le funzioni e le tariffe. Il consigliere centrale, Orazio Spenna, inserì tale proposta nei punti all’ordine del giorno dello stesso congresso e l’assemblea approvò di dare mandato alle singole sezioni di compilare, in base alle esigenze ed ai bisogni del proprio distretto, un regolamento. Così nel 1877, due anni dopo la sua costituzione, venne realizzato il regolamento per le guide ed i portatori del C.A.I. della sezione di Catania. Le guide di Nicolosi, grazie al C.A.I., acquistarono quella identità che ancor oggi conosciamo come “ le guide dell’Etna ”, oltre ad avere avuto la riconoscenza e la gratitudine di milioni di visitatori che da quasi due secoli sono stati aiutati a svelare i segreti del nostro grande vulcano. Nello stesso anno, si costituì il primo gruppo di Guide e garzoni, formato da quelle persone che, comunque, si rifacevano all’organizzazione dei Gemmellaro e che a loro volta erano suddivisi in due gruppi, al primo denominato “Guide Etnee” appartenevano: Contarino Antonio (capo delle guide), Gemmellaro Giuseppe, Carbonaro Antonino, Consoli Salvatore, Anastasio Giuseppe, Costanzo Vincenzo, Leonardi Antonio , Leonardi Alfio, Gemmellaro Antonio, Galvagno Pietro e Gemmellaro Salvatore, le uniche riconosciute idonee all’accompagnamento nelle alte regioni dell’Etna fino alla sommità del cratere centrale; all’altro gruppo, denominato “Guide pei Monti Rossi” appartenevano: Salvatore Carbonaro (capo delle guide), Antonio Contarino, Gaetano Rizzo, Salvatore Chitè, Giuseppe Anastasio, Carmelo Chitè e Nunzio Contarino, si limitavano, invece, ad effettuare l’accompagnamento fino alla sommità dei Monti Rossi. Finiva così un’epoca di improvvisazione. Le guide avendo, quindi, un regolamento venivano fornite di una divisa, di un cappello e di uno stemma di riconoscimento, in modo da permettere al viaggiatore la sicurezza di affidarsi a persone, comunque, riconosciute o riconoscibili, anche perché i segni di appartenenza a tale categoria, andavano, man mano, uniformandosi in tutta Italia con la nascita dei vari comitati sezionali e regionali. Attualmente, le guide dell’Etna, uniche figure autorizzate all’accompagnamento ai sensi della L.R. 28 del 6/4/96, fanno parte del Collegio regionale delle Guide Alpine e Vulcanologiche della Sicilia

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Mountain and Vulcanological Guides

The Etna Guides are the children of a great "Mom" that is Etna

Our Team

The Team, composed of Mountain Professionals, Alpine and Vulcanological Guides (regularly enrolled at the National College), born and raised at the foot of Mount Etna, animated by a Great Love against this wonderful land, but especially fond of their great Volcano , Which we know has no equal in the world

The origins of the Etna guides are not certain. The first news dates back to the end of the 18th century, already at that time, travelers' visits took place in the company of guides, who knew perfectly the secrets of the "Great Mountain." Among them there is still memory of such a Biagio Motta, known as the "Cyclope" because of its stature, and which in 1776, by a French traveler, "Roland de la Platiere" was described as follows: "A tall man, about 50 years old, has a human footprint in appearance, a severe air with a venerable one; Walking in front of great steps, without speaking words, answering briefly and precisely to every question... " Generally, these "guides" were shepherds, hunters, cutters who knew well the pitfalls and paths of such a diverse and vast territory. They were not regulated, so their performance was improvised, they had to demonstrate physical and moral skills in order to gain the confidence of travelers who had, in addition to the adventure spirit, a good deal of prejudice, to the point Brydone said: " We found the people who live on the mountain of such wildness and ways as incurable as I have never seen them "or as Eliseo Reclus in his travel report" Sicily and the eruption of Etna in 1865 "commented : "... and there is no other risk to us than strangers passing Nicolosi if not to be assaulted and stripped of gossip, guides, and ostriches. The greatest travelers, returning to their homes, divulged the diaries of their travel experiences in Southern Italy to the great intellectuals of northern Europe with plenty of news, curiosity and images portrayed by their designers, sometimes denigrating, but many Sometimes exalting the natural beauty of Sicily and in particular of Etna. A detailed description of the majesty of the volcano, its eruptive manifestations, the peculiarity of environments that only Etna can offer; The woods, so varied of endemism in the three great vegetation regions, the skiing, the lava desert mixed with lapilli and ash of the high regions, the central crater unfathomable with the everlasting plume of smoke, the ridiculous villages perched on its sides, rich in History for the continual struggles against the volcano sustained by ethnically versatile and intuitive men, disobedient and fertile, cowardly and provisional, who have always been able to maintain a strange relationship of hatred and love with the great mountain of fire. The dissemination of these news, together with the reforestation of the natural sciences and the presence of the utmost expression of vulcanology, in the brothers Gemmellaro, made Nicolosi entertain a fair number of travelers. Thus, in the country, the need to create the first forms of accommodation with the first inns, taverns and all the services that could be of assistance to the needs of people who venture to discover the volcano (small traders, artisans, etc.) ..) So speaks of Nicolosi, Eliseo Reclus, always in his travel report: "... the village can boast of two hotels that digrade each other in Sicily for a relative lack of comfort and for the comfort that they find." Mario Gemmellaro, therefore, as an interpreter of the needs of travelers seeking assistance from people capable of accompanying them, had the idea and organized since 1804 the Etna team of guides and mules, expert acquaintances of the hard paths of the volcano . The people who were to be guided were recruited for personal knowledge directly by the brothers Gemmellaro, choosing them among those who for the physical capacity, moral straightness, honesty and mountain knowledge, guaranteed prestige and security so that he could entrust the customers who They addressed. The guide independently selected the route to be offered to the customer, and in relation to the number of participants and the baggage of the same, organized a garzoni service with the aim of carrying the luggage of the customer, in case the excursion departed Walking from Nicolosi, or collaborating with the group of mule grooms, in case the travelers demanded the trip to the back of the mules. The service of these animals and their conductors, as a rule, ended up with the arrival at the "Gratissima", a small shelter for travelers, at the base of the terminal cone, along the road that usually ran by climbing from Nicolosi. The activity of the guides continued under the aegis of the Gemmellaro and their successors for about 70 years. In 1875 Catania founded the first Sicilian section of the "Italian Alpine Club". The section's executive board received the results of the Alpine Conference held in Domodossola in 1870, where Abbot Garret addressed the issue of organizing guides and carriers and the need to regulate the functions They and the rates. The central counselor, Orazio Spenna, included this proposal in the points on the agenda of the same congress and the assembly agreed to mandate the individual sections to compile, according to the needs and needs of their district, a regulation. 1877, two years after its establishment, a regulation was made for CAI guides and carriers Of the section of Catania. The guides of Nicolosi, thanks to CAI, acquired the identity that we still know as "the guides of Etna", as well as having the gratitude and gratitude of millions of visitors who for almost two centuries have been Helped to unveil the secrets of our great volcano. In the same year, it was the first group of Guides and Garrigues formed by those people who, however, turned to the organization of the Gemmellaro and which in turn were divided into two groups, The first named "Etnee Guides" belonged to: Contarino Antonio (leader of guides), Gemmellaro Giuseppe, Carbonaro Antonino, Consoli Salvatore, Anastasio Giuseppe, Costanzo Vincenzo, Leonardi Antonio, Leonardi Alfio, Gemmellaro Antonio, Galvagno Pietro and Gemmellaro Salvatore Suitable for accompaniment in the high regions of Etna up to the top of the central crater; The other group, called "Guides for the Red Mountains", belonged to: Salvatore Carbonaro (leader of the guides), Antonio Contarino, Gaetano Rizzo, Salvatore Chita, Giuseppe Anastasio, Carmelo Chitè and Nunzio Contarino, but limited to accompanying Up to the summit of the Red Mountains. It was thus a time of improvisation. The guides, having a regulation, were provided with a uniform, hat, and coat of arms, so that the traveler would be able to rely on people, however, recognized or recognizable, also because the signs of belonging to This category, went hand in hand with the whole of Italy, with the emergence of the various sectional and regional committees. At present, the Etna guides, the only figures authorized to accompany the LR 28 of 6/4/96, are part of the Regional College of the Alpine and Vulcanological Guides of Sicily

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Eruzione del 2002

Escursione alla "Bottoniera del 2002"

PIANO PROVENZANA

L'eruzione dell'Etna del 2002 è durata dal 27 ottobre al 29 gennaio dell'anno seguente. Essa è nota soprattutto per il connesso Terremoto di Santa Venerina che recò molti danni al versante orientale del vulcano, in particolare al paese che gli ha dato il nome, Santa Venerina.
Questa eruzione è stata denominata l'eruzione perfetta, ed è da considerarsi tra le più esplosive degli ultimi 100 anni. La notte tra il 26 e il 27 ottobre comincia una forte crisi sismica sul versante sud e nord, su quest'ultimo versante vengono distrutti dai terremoti due edifici adibiti ad attività ristorative ed alberghiere.
L'eruzione prese piede dopo poche ore dall'inizio della crisi sismica. Sviluppo Si aprono fratture sia sul versante sud sia su quello nord. La forte attività freato-magmatica provoca colonne di cenere alte chilometri. In tutti e due i versanti si formano delle bocche "a bottoniera".
A metà mattinata del 27 ottobre le colate radono al suolo Piano Provenzana, compresi i negozi di souvenir e i due alberghi. Su questo versante l'eruzione termina il 7 novembre, ma le colate non minacciano i paesi sottostanti (Linguaglossa). Il 29 ottobre, a causa delle forti deformazioni del fianco orientale e della spinta del magma, vi è una sequenza di forti sismi che provocano ingenti danni ai paesi della fascia orientale: Santa Venerina, Acireale, Giarre, Zafferana Etnea, Milo. L'emissione di cenere continua senza sosta dalle bocche meridionali, arrivando anche in Africa (Libia) e nelle isole greche.
Chiude l'Aeroporto di Catania, ma anche quello di Reggio Calabria a causa della produzione piroclastica[1]. Nella foto in alto, eseguita dalla ISS verso sud est, è visibile il pennacchio di cenere, prima catturato da un basso livello di venti diretti verso sud-est, e ad altitudini più elevate verso sud e verso l'Africa.
I pennacchi di fumo chiaro, visibili sui versanti, sono prodotti da incendi boschivi provocati dalla lava che scorre nelle pinete sul pendio della montagna. Si formano due coni principali, uno a quota 2750 m e l'altro a quota 2800 m e formano un'unica struttura. Viene seppellito per sempre sotto tonnellate di materiale vulcanico il rifugio Torre del Filosofo.
Le colate si dividono in due bracci principali: uno scende verso il giardino botanico Nuova Gussonea (Filiciusa Milia), sul versante sud-ovest e l'altro in direzione del rifugio Sapienza. Anche stavolta questa struttura resiste al fuoco ma vengono investiti dalla lava il centro servizi di Nicolosi e un bar.
Conclusione L'eruzione termina il 29 gennaio 2003; l'emissione di lava, di cenere e di altri prodotti vulcanici viene stimata intorno ai 160 milioni di metri cubi.



CARATTERISTICHE DELL'ESCURSIONE

Si tratta di un percorso facile e non impegnativo, per chi non è abituato a fare lunghe passeggiate a piedi o per chi ha dei bambini al seguito. La prima parte del percorso vi porterà in mezzo all’immensa frattura eruttiva del 2002/2003; si tratta di uno squarcio nel terreno apertosi in seguito ad una delle eruzioni più imponenti degli ultimi 100 anni.
La scalata verso i crateri è breve e i bambini non hanno problemi a superarla. Arrivati in cima il sentiero procede proprio sul bordo delle bocche vulcaniche, dai cui picchi più elevati meravigliose vedute panoramiche del mar Tirreno e del mar Ionio lasceranno nei vostri occhi quello stupore che solo la natura è in grado di suscitare.
L’intero percorso è adatto anche a bambini per fargli vivere una giornata a contatto con la natura.
La durata effettiva della camminata è di 2 h 30 min. circa, intervallata da parecchie soste.
A fine escursione è possibile fermarsi a Piano Provenzana per visitare una bellissima galleria fotografica dell'Etna.

Partenza dalle 09:00 in poi.
(L'escursione pomeridiana è possibile solo nel periodo estivo).
Si consiglia in ogni caso di portare acqua e un piccolo spuntino (cioccolata, frutta, snack).
Come vestirsi ABBIGLIAMENTO Abbigliamento Estivo: Scarpe da ginnastica o trekking, K-Way o giacca a vento, cappellino, occhiali da sole, protezione solare.
Abbigliamento Invernale: Si consiglia di vestirsi a strati: giacca anti vento, cappotto/piumino, maglione/pile, t-shirt, guanti, sciarpa, scarpe da trekking, cappellino, occhiali da sole

Piano Provenzana - Etna nord

2,30 ore

Piano Provenzana

Piano Provenzana

I vulcani hanno da sempre catturato l’attenzione e la curiosità dell’uomo che, spinto da un misto di timore e meraviglia, ha cercato, dalla notte dei tempi, di capire gli eventi legati alle attività dei vulcani stessi (eruzioni, colate laviche, terremoti ecc.) interpretando, a volte, questi esplosivi fenomeni con grande fantasia. Indubbiamente i vulcani sono la piú viva testimonianza del fatto che il nostro pianeta, Gaia per gli antichi, è un sistema complesso in continua evoluzione e trasformazione: i terremoti, la lava, il fumo e le ceneri ne rappresentano l'anima tormentata. Per la loro unicità ed importanza, sia dal punto di vista scientifico sia per la sicurezza di chi vi abita nei pressi, i vulcani sono oggetto di continui studi ed attente ricerche da parte delle equipe scientifiche mondiali. Facendo un salto nel passato, andando a vedere come i vulcani erano visti dai nostri antenati, le prime informazioni si hanno dagli antichi greci per i quali le eruzioni vulcaniche erano provocate dai Titani che combattevano contro gli Dei dell'Olimpo e che nei loro furiosi scontri percuotevano violentemente la Terra la quale reagiva vomitando il fuoco nascosto nelle proprie viscere. Il piú grande dei Titani era Tifone, che venne punito dagli Dei per la sua insolenza nel volerli combattere. Imprigionato sotto il vulcano Etna, Titano non si diede per vinto e si ribellò scuotendo la terra per la rabbia e facendo uscire il suo alito incandescente dalla bocca del vulcano.

Sempre nei miti greci ciò che fuoriusciva dagli altri vulcani del Mediterraneo erano il fumo e le scintille provocate dal lavoro di Efesto, Dio del fuoco che produceva nel suo laboratorio sotto il mare fulmini per Giove e armi per Achille, aiutato dai ciclopi, il cui unico occhio simboleggia la bocca di un vulcano e la loro statura e forza quella delle montagne. I romani ereditarono queste leggende greche sostituendo i nomi dei protagonisti: Tifone divenne Encelade ed Efesto divenne Vulcano, il dio romano del fuoco. Dal punto di vista scientifico furono proprio i greci a formulare le prime ipotesi sulla natura dei vulcani osservando la devastante eruzione di un vulcano posto sull'isola di Santorini che, nel 1650 a.C., scosse la fiorente civiltà cretese. L’eruzione produsse prima un potente strato di pomice e dopo una breve calma provocò l’esplosione del vulcano stesso, distruggendo l'intera isola di Santorini che rimase sotto uno strato di pomice di circa sessanta metri. Quello che restò del vulcano sprofondò nel mare causando un maremoto con onde alte duecento metri che spazzarono via gli insediamenti costieri cretesi. La vicenda fu descritta da Platone nella sua opera Crizia ed è da qui che probabilmente ebbe origine la leggenda di Atlantide. Cenni sugli effetti drammatici delle eruzioni vulcaniche nel passato si trovano anche nel Vecchio Testamento: secondo alcuni le famose piaghe d'Egitto furono le conseguenze disastrose dell'eruzione del vulcano di Santorini cosí come un'altra ipotesi riguarda la fuga dall'Egitto, permessa dal ritiro delle acque del mar Rosso, che potrebbe essere stata una conseguenza del maremoto provocato dallo stesso episodio. Passando a tempi piú recenti nel 79 d.c. Plinio il Giovane descrisse l'eruzione del Vesuvio che provocò la distruzione di Ercolano e Pompei. Plinio il Giovane scrisse due lettere nelle quali riportò una descrizione estremamente dettagliata dei fenomeni vulcanici osservati. Ancora oggi alcuni termini scientifici usati nella vulcanologia derivano proprio da questi manoscritti. Anche nella classificazione che viene usata per distinguere i diversi tipi di vulcani, introdotta dal geologo francese Lacroix nel 1908, si usano alcuni termini di Plinio il Giovane.

Da allora la geologia e la vulcanologia, che studia i vulcani e le manifestazioni correlate, hanno fatto molti passi avanti nelle scoperte relative a che cosa sono i vulcani, come si sviluppano e come evolvono, formulando le modalità di sviluppo e la natura dei vulcani e delle eruzioni. In modo molto semplice, ed anche abbastanza intuitivo, un vulcano può essere definito come una fenditura nella crosta terrestre, in corrispondenza della quale il materiale fuso, chiamato magma, dall'interno della Terra arriva in superficie nel corso di una eruzione, fuoriesce dal vulcano e si raffredda sulla superficie del nostro pianeta, trasformandosi in roccia chiamata lava. Durante un’eruzione, a volte, il magma può rimanere intrappolato all’interno della crosta terrestre senza raggiungerne la superficie. In questo caso la lava si raffredda all'interno della crosta stessa e si trasforma in roccia solida che viene detta roccia plutonica o intrusiva, in contrapposizione alla lava solidificata in superficie che si trasforma in roccia effusiva.

Ciò che noi vediamo dei vulcani è solo la parte esterna, chiamata cono o edificio vulcanico, ma al di sotto della superficie terrestre si trovano la zona di alimentazione, la camera o bacino magmatico, ed i condotti, chiamati camini, attraverso i quali il magma risale in superficie attraverso le aperture, dette crateri. Il magma si forma a parecchi chilometri di distanza dalla superficie terrestre, all’interno del mantello terrestre, dove la temperatura delle rocce può raggiungere i 1500 gradi centigradi, portandole alla loro fusione. Nel mantello però, a causa della forte pressione delle rocce sovrastanti, le rocce presenti non fondono completamente, ma generano un "fluido plastico" in grado di muoversi lentamente verso la superficie terrestre. Generalmente i materiali che fuoriescono da un vulcano tendono ad accumularsi attorno al luogo di emissione dando luogo agli edifici vulcanici che, a seconda delle modalità e tipologia dell’eruzione, possono assumere forme e dimensioni differenti. Queste differenze sono fortemente legate alla composizione chimica e fisica del magma e alla situazione geologica nella quale lo stesso si forma: sul fondo del mare, in mezzo ad un continente, su un’isola. Ogni variazione di queste caratteristiche genera un differente tipo di eruzioni che a loro volta, a secondo di come avvengono, danno origine a diversi prodotti vulcanici e a diversi tipi di vulcani. Tra i principali fattori che determinano la natura di un'eruzione sono fondamentali: la composizione chimica del magma, la sua temperatura e la quantità di gas disciolti in esso. I primi due fattori controllano la capacità di movimento del magma, detta piú precisamente viscosità: maggiore è la viscosità di un magma, maggiore è la sua difficoltà di muoversi e correre lungo le superfici. L’elemento che conferisce maggiore o minore viscosità ad un magma, e di conseguenza il tipo di eruzione associato, è la quantità di silice (la cui composizione chimica è SiO2). I magmi si differenziano, in funzione della silice che contengono, in due grandi categorie: quelli poveri di silice, detti basici, che danno origine alle rocce mafiche (come ad esempio il basalto che è formato per circa il 50% di silice) e quelli ricchi di silice, detti acidi, contenenti oltre il 70% di silice, che danno origine alle rocce sialiche (come ad esempio i graniti). Maggiore è il contenuto in silice di un magma, maggiore è la sua viscosità in quanto l’elevata concentrazione di silice nella roccia fusa determina, durante la risalita della lava dal profondo della terra ed il suo raffreddamento, la formazione di un tipo di minerali, chiamati tectosilicati, che per la loro stessa struttura ostacolano il flusso della lava. Al contrario la maggiore concentrazione di gas nel magma (rappresentati generalmente da acqua, anidride carbonica, monossido di carbonio, idrogeno solforato e acido cloridrico) ne aumentano la fluidità.

Man mano che un magma inizia la sua risalita dall’interno della terra verso la superficie succede che le pressioni alle quali è sottoposto diminuiscono rapidamente, causando la liberazione dei gas che prima erano disciolti nel magma. Nei magmi sialici, a causa dell'alta viscosità, la fuoriuscita dei gas avviene sempre in modo violento tanto che le eruzioni di questo tipo sono sempre esplosive e distruttive. Mentre nelle lave mafiche, grazie alla loro bassa viscosità, si hanno emissioni gassose calme con eruzioni non distruttive né esplosive. Tanto per fare degli esempi: l'Etna ed i vulcani hawaiani sono alimentati da magmi di tipo basaltiche generano eruzioni relativamente tranquille, mentre il Vesuvio, alimentato da magmi salici, ha sempre generato eruzioni esplosive e catastrofiche. Non sempre in un vulcano il magma riesce a fuoriuscire dalla bocca , a volte porzioni di lava possono rimanere intrappolate all’interno della crosta terrestre dando origine a corpi di grandi dimensioni, costituiti da rocce intrusive, che prendono il nome di batoliti. Le modalità di un’eruzione vulcanica determinano la struttura dello stesso vulcano e la sua evoluzione nel tempo. A secondo delle differenti modalità si possono avere diversi edifici vulcanici che sono classificati e denominati in funzione della loro forma ed origine. Anzitutto una prima classificazione di massima (Cas e Wright, 1987) suddivide i vulcani in due tipologie: monogenici e poligenici. I vulcani monogenici sono il prodotto di una singola eruzione, o di una fase eruttiva, che può durare anche alcuni anni, caratterizzando un periodo di attività persistente nel corso del quale il magma viene espulso a seguito di episodi eruttivi discreti a carattere effusivo o esplosivo. Questi periodi di attività possono essere considerati come una singola eruzione prolungata e sono generalmente caratterizzati dall'emissione di magma a composizione costante. I vulcani poligenici, al contrario, sono generati da piú eruzioni, generalmente separate da periodi di tempo relativamente lunghi, che possono coinvolgere magmi di differente composizione. Una differenza sostanziale tra vulcani monogenici e vulcani poligenici è data dal sistema di alimentazione del magma che nei primi è costituito da un condotto semplice, che viene utilizzato solamente nel corso di una singola eruzione o di una fase eruttiva prolungata, mentre nei vulcani poligenici si ha la presenza di un sistema complesso, costituito da una complessa rete di canali e condotti che possono essere utilizzati piú di una volta per alimentare differenti eruzioni.

Una seconda classificazione dei vulcani è legata alla modalità di accumulo dei materiali attorno alla bocca eruttiva: ad esempio nel caso di eruzioni esplosive può accadere che non si abbia accumulo di materiali attorno al centro eruttivo, in questo caso non si formerà un edificio vulcanico ma si avrà semplicemente la formazione di un cratere. In situazioni di eruzioni fortemente esplosive, alimentate da enormi volumi di magma, si possono generare strutture depresse rispetto alla superficie terrestre, dovute al repentino svuotamento del serbatoio magmatico e al collasso delle rocce poste a tetto di tale serbatoio, che vengono chiamate caldere e che possono avere notevoli estensioni areali.

I vulcani vengono distinti in base alla forma dell'edificio vulcanico con i seguenti nomi: Vulcani a scudo, hanno una forma convessa verso l'alto e la base circolare o ellittica e si originano per l'accumulo di colate laviche a composizione basaltica. I vulcani a scudo sono, a loro volta, ulteriormente distinti in: a) vulcani a scudo di tipo hawaiano, che sono vulcani poligenici, generalmente di grandi dimensioni (anche con diametro di base fino a 100 km) e di forma ellittica, b) vulcani a scudo di tipo islandese, generalmente monogenici e di piccole dimensioni e c) vulcani a scudo tipo Galápagos che sono un via di mezzo tra le due tipologie precedenti. Coni vulcanici che possono essere coni di scorie o pomici, che formano piccoli edifici monogenici, di forma approssimativamente circolare con un cratere sommitale di forma semisferica, coni ed anelli di tufo che si formano a seguito di eruzioni sottomarine e che compongono edifici monogenici i cui crateri hanno il fondo situato topograficamente al di sopra della superficie di base dell'edificio. Stratovulcani, o piú propriamente vulcani compositi, che formano edifici vulcanici composti dall'accumulo di colate laviche e prodotti piroclastici intercalati, emessi nel corso di ripetute eruzioni che si verificano in corrispondenza del medesimo centro eruttivo. Gli stratovulcani sono caratterizzati dalla presenza di un cratere sommitale che, nel corso di eruzioni fortemente esplosive, può essere significativamente allargato a formare una vera e propria caldera. Vulcani negativi, che formano una depressione piú o meno marcata nella crosta terrestre, rappresentata da un cratere o da una ampia zona di collasso vulcano-tettonico e che si differenziano in caldere, strutture originatesi da un collasso vulcano-tettonico e che si presentano come ampie depressioni subcircolari o ellittiche con pareti interne subverticali e che si originano a seguito del collasso di una parte piú o meno cospicua del tetto di una camera magmatica svuotatasi improvvisamente a seguito di una grossa eruzione ed infine i maar che sono edifici vulcanici di altezza modesta che si originano nel corso di eruzioni freatomagmatiche, caratterizzati da versanti interni molto ripidi e con il fondo posto a quota inferiore rispetto al piano campagna. Parlando dei vulcani e delle loro forme sorge spontanea una domanda: dove si trovano i vulcani? Guardando una carta del mondo si nota che i vulcani non sono disposti in modo casuale, ma la loro distribuzione ed ubicazione segue un certo ordine. La maggior parte di essi infatti si trovano in corrispondenza dei contatti tra le varie placche tettoniche che formano la crosta terrestre, ed in particolare i vulcani si formano lungo i margini di subduzione delle placche, cioè quelle porzioni dove una placca tettonica sprofonda sotto l'altra. Altri vulcani si trovano, invece, lontani da questi margini attivi, come quelli dell'arcipelago delle Hawaii, e si collocano in aree definite “hot spots”, cioè “punti caldi”, ovvero particolari situazioni dove si ha una fessurazione della crosta terrestre attraverso la quale il magma risale direttamente dal profondo della terra. Ad oggi abbiamo molte risposte sui vulcani e sui loro meccanismi di funzionamento, ma ancora molto rimane da scoprire ed interpretare. Nel frattempo i vulcani con le loro spettacolari, e a volte distruttive, eruzioni continuano ad esercitare su di noi un fascino antico e misterioso.

Il vulcano piú alto del mondo è il Guallatiri che si trova in Cile e raggiunge la quota di 6060 metri sul livello del mare. Il Krakatoa, vulcano con una caldera sommersa che si trova nello stretto della Sonda tra Giava e Sumatra, è famoso per aver prodotto nel 1883 una delle maggiori esplosioni naturali mai registrate, il rumore fu udito fino a 4’000 km di distanza. In seguito all'eruzione si formò una caldera di sprofondamento di 6 km di diametro e si sviluppò un'onda di maremoto alta 30 metri. Il Paricutin è un cono di scorie e lava sorto nel 1943 in un campo di granoturco, sotto gli occhi increduli di un contadino. Nel suo breve periodo di vita ha costruito un cono alto 410 metri, con estesi campi di lava. Dal 1952 non è piú attivo. Il Katmai, in Alaska, è uno stratovulcano con caldera e lago la cui eruzione del 1912 fu tra le piú grandi avvenute nel mondo in tempi storici: in due giorni spessi depositi di cenere coprirono un'area enorme e una valanga incandescente colmò una valle larga 3 km e lunga 20, creando quella che viene definita "Valle delle Diecimila Fumate". La caldera sommitale, del diametro di 3 km, si formò per sprofondamento. L'ultima eruzione risale al 1974. Nel mondo i vulcani piú attivi, considerati pericolosi e quindi tenuti sempre sotto osservazione, sono una decina. Si trovano tutti nella cintura di fuoco, intorno al Pacifico. In Messico ci sono il Colima e il Popocatepetl. Nelle Filippine c' è Majon, sull'isola di Giava (Indonesia) Merapi; in Guatemala Fuego, alle Hawaii c'è Hilo; in Costa Rica Arenal, in Giappone Mount Oyama, sull'isola di Miyakesima. A questi vanno aggiunti anche i vulcani di Sufliere Hills nelle Antille, Shiveluch nella penisola Kamchatka e Tungurahua in Ecuador. L’eruzione del monte Pinatubo, nelle Filippine, avvenuta nel 1991, fu talmente potente da modificare il clima di quell'anno rendendolo piú freddo tanto che venne chiamato anche "l'anno senza estate" perché le polveri rilasciate dal vulcano si espansero a livello planetario formando una coltre che impediva ai raggi solari di raggiungere la terra.

Per vedere un vulcano non bisogna fare molta strada, la vicina Italia è un paese ricco di vulcani ancora attivi, dal punto di vista vulcanologico. In totale sul territorio italiano sono presenti 10 complessi vulcanici che presentano tuttora attività, alcuni di livello esplosivo, con fuoriuscita di materiali piroclastici e colate laviche, altri producono esalazioni gassose e/o di vapore. I Campi Flegrei, il cui nome deriva dal verbo greco flego (infiammo) si trovano a nord-ovest di Napoli e sono costituiti da una serie di crateri, alcuni dei quali attualmente trasformati in laghi; i Colli Albani si trovano nell'area montuosa situata a sud-est di Roma, l'ultima eruzione si è verificata diverse migliaia di anni fa, è un complesso di vulcani quiescenti, non estinti; l’Etna è situato a nord di Catania, la sua attività è iniziata 700-500.000 anni fa, l’ultima eruzione è avvenuta nel maggio 2008, ed è quindi considerati un vulcano attivo, Il suo nome deriva dal verbo greco aitho (brucio) ed è uno dei piú grandi vulcani della terra ed il piú alto d'Europa; Ischia è posta di fronte al golfo di Napoli ed è la parte emersa di un rilievo vulcanico sottomarino di grandi dimensioni; l’Isola Ferdinandea è un'isola vulcanica che emerse in seguito ad un'eruzione avvenuta nel 1831 ed è posta fra la Sicilia e Pantelleria, la sua cima si trova attualmente a circa 6 metri sotto il livello marino; Lipari è la piú grande delle isole Eolie, la cui ultima eruzione è avvenuta nel 729 d.C.; Stromboli appartiene all'arcipelago delle Eolie, il suo nome deriva dal termine greco strongulos (rotondo), ma anche strombos (trottola), per le sue forme sinuose. Il vulcano è perennemente attivo, con continue manifestazioni, sia esplosive, con lanci di materiale piroclastico e ceneri, che sottoforma di colate laviche. Con la sua persistente attività, lo Stromboli è considerato uno dei piú attivi vulcani della terra; Vulcano, altra isola delle Eolie, ha avuto l'ultima eruzione nel 1888-1890. Il suo nome deriva dal dio Vulcano e il termine è stato poi utilizzato per indicare tutte le montagne con attività eruttiva. Pantelleria è un isola del Mediterraneo centrale, a sud-ovest della Sicilia, l’ultima eruzione si è verificata nel 1891; il Vesuvio, situato sulla costa est del golfo di Napoli, è divenuto celebre per la distruttiva esplosione avvenuta nel 79 d.C., che ha sepolto le città di Ercolano e Pompei. La sua ultima eruzione si è verificata nel 1944, l'origine del nome è tanto misteriosa quanto discussa.

Eruption of 2002

Excursion to "Bottoniera del 2002"

PIANO PROVENZANA

The eruption of Etna in 2002 lasted from 27 October to 29 January of the following year. It is well-known for the related Holy Veneration Earthquake that caused many damage to the eastern slope of the volcano, particularly the country that gave it the name, Holy Venerina.
This eruption has been called the perfect eruption, and is to be considered the most explosive of the last 100 years. The night between 26 and 27 October begins a strong seismic crisis on the south and north slopes, on the latter side two buildings used for restaurant and hotel activities are destroyed by the earthquakes.
The eruption took off after a few hours from the beginning of the earthquake crisis. Development Fractures occur both on the south and north. The strong magma activity causes ash columns of high ash. In both sides, the "bottoniera" mouths are formed.
In the middle of the morning of October 27, the rivers flood the Provenzana Plan floor, including souvenir shops and the two hotels. On this side, the eruption ends on 7 November, but the castles do not threaten the underlying countries (Linguaglossa). On October 29, due to the strong deformations of the eastern flank and the thrust of magma, there is a sequence of strong earthquakes that cause massive damage to the easternmost countries: Santa Venerina, Acireale, Giarre, Zafferana Etnea, Milo. The ash emission continues uninterruptedly from the southern mouths, arriving also in Africa (Libya) and in the Greek islands.
Closes the Catania Airport, but also that of Reggio Calabria because of the pyroclastic production [1]. In the photo above, carried out by the ISS to the southeast, the ash plume is visible, first captured by a low level of south-east winds, and at higher altitudes to the south and towards Africa. Two main cones are formed, one at 2750 m and the other at 2800 m, forming a single structure. The shelter of the Philosopher's Tower is buried for ever under tons of volcanic material.

The castles are divided into two main arms: one goes down to the botanical garden Nuova Gussonea (Filiciusa Milia), on the southwest side and the other in the direction of the Sapienza shelter. Even this time this structure resists the fire, but the lava Nicolosi's service center and a bar are invested.
Conclusion The eruption ends on January 29, 2003; The emission of lava, ash and other volcanic products is estimated at around 160 million cubic meters.

CURRENT CHARACTERISTICS

This is an easy and uncompromising journey for those who are not used to walking long or for having children. The first part of the journey will take you through the immense eruptive fracture of 2002/2003; It is a jumble in the open ground following one of the most impressive eruptions of the last 100 years.

The climb to the craters is short and the children have no problem overcoming it. When you get to the top, the trail goes right on the edge of the volcanic mouths, from which the highest spectacular panoramic views of the Tyrrhenian Sea and the Ionian Sea will leave in your eyes that amazement that nature can only arouse.
The whole trail is also suitable for children to make a day in contact with nature.
The actual walking time is 2 h 30 min. About, interrupted by several stops.
At the end of the excursion you can stop at Piano Provenzana to visit a beautiful photo gallery of Etna.

Departure from 09:00 onwards.
(Afternoon excursion is only possible in summer).
In any case, it is advisable to bring water and a small snack (chocolate, fruit, snacks).
How to dress CLOTHING Summer Clothing: K-Way or windbreakers, hats, sunglasses, sun protection.
Winter Clothing: It is recommended to dress in layers: wind jacket, coat / duvet, sweater / pile, t-shirt, gloves, scarf, hiking shoes, cap, sunglasses

Piano Provenzana - Etna nord

2,30 ore

Piano Provenzana

Piano Provenzana

Etna a "Muntagna"

Tutto ciò che la natura ha di grande, tutto ciò che ha di piacevole, tutto ciò che ha di terribile, si può paragonare all’Etna, e l’Etna non si può paragonare a nulla. (Dominique Vivand Denon,“Voyage en Sicilie”, 1788)

<2>Etna

"a Muntagna"

C’era una volta un gigante che come bocca aveva una enorme fornace, e quando si arrabbiava ne usciva il fuoco. Il gigante voleva diventare il più potente del mondo: prese le montagne più alte, le mise una sull’altra e scalò il cielo. Ma Giove lo scagliò giù da quei monti, e i massi lo seppellirono. Da là sotto lui urlò fiamme, e queste diventarono lava e l’Etna eruttò. Le leggende, di ciclopi e giganti e scarpette della regina finite nel cratere, che circondano il vulcano sono tante. Come tanti i modi di chiamarlo. Per chi ci abita vicino, è semplicemente «’a Muntagna», al femminile. Femmina capricciosa, che risveglia spesso i suoi fuochi sotterranei, ma signora più bella che pericolosa: le eruzioni periodiche scendono lente, seminano cenere, non morte.

Escursioni Etna

Webcam Etna LIVE

Per tutte le info e prenotazione: Phone +39 - 333.7863282 email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Escursioni ETNA Le escursioni che possiamo proporVi sono le seguenti: ESCURSIONI AI CRATERI SOMMITALI (3329 METRI) dal Versante Nord di Piano Provenzana VERSANTE NORD - PIANO PROVENZANA "Escursione Classica DAL VERSANTE NORD - PIANO PROVENZANA Raggiungere la cima di un vulcano, sentirne il suo respiro, i suoi brontolii, è senza dubbio un'emozione indescrivibile.. Dal versante ETNA Nord - PIANO PROVENZANA la salita potrà essere effettuata in due tipologie: ESCURSIONE CLASSICA: Salita e discesa con i mezzi 4x4 Partenza da Piano Provenzana (Etna Nord, quota 1800 m), salita con i mezzi 4x4 fino a quota 2900 m. Da qui proseguimento a piedi. Visita del Cratere centrale e Bocca Nuova. In seguito ritorno nel luogo in cui il bus 4x4 aveva lasciato il gruppo e ritorno con il mezzo 4x4 fino a Piano Provenzana. La fattibilità dell'escursione dipende dall'attività vulcanica presente e dalle condizioni meteo. L’ESCURSIONE È ASSOLUTAMENTE VIETATA A CARDIOPATICI , ASMATICI E IPERTESI. RIENTRO IN TREKKING: SALITA CON I MEZZI 4X4 e DISCESA A PIEDI Durata escursione: 2 ore e mezza circa. L'escursione parte da Piano Provenzana, a bordo di pulmini 4x4 , si salirà costeggiando a pochi metri la frattura createsi dall'eruzione del 2002, in circa 25 minuti si raggiungerà Piano delle Concazze, in uno scenario lunare, si proseguirà fino alla quota di 2900 circa. Successivamente a piedi in poco meno di mezz'ora si raggiungeranno i Crateri Sommitali, dapprima si visiteranno i Cratere Centrale e Bocca Nuova, successivamente ci porteremo sul Cratere di Nord-Est (il più’ alto), e da quest’ultimo inizierà la discesa a piedi, in direzione dell’Osservatorio di Piano delle Concazze. Dopo una breve pausa, inizierà una divertente discesa all’interno del canalone delle “quarantore”, che ci porterà direttamente a Piano Provenzana. Tempi di percorrenza: 5h circa Difficoltà: media. Necessari scarponi da trekking, e abbigliamento da montagna. Possibilità di noleggio in loco. Occorre prenotare Difficoltà: facile/media Il luogo per l'incontro con la Guida Alpina è la biglietteria della società che si trova a Piano Provenzana-Etna Nord. Altro affascinante Trekking.. che possiamo proporvi è l'escursione alla "Bottoniera del 2002" Bocche eruttive che hanno di fatto distrutto tutte le attività ricettive di Piano Provenzana, il trekking parte da quota 1800 metri, in circa mezz’ora si giungerà sulle bocche eruttive chiamate a “bottoniera”, entreremo nel cuore di questa lunga affascinante frattura eruttiva , fino ad una quota di 2200 metri, durante la discesa di potrà visitare la frattura del 1911 e rientrare a Piano Provenzana. Durata: 2 ore circa VERSANTE SUD - RIFUGIO SAPIENZA ritrovo presso il piazzale alle ore 9.00 circa, poi in funivia fino a 2500 metri, poi a bordo di speciali mezzi 4x4 fino alla quota di 2900 metri, poi iniziera il Trekking, camminando sulle ultime colate laviche, (aprile 2017), in circa 1,30 minuti si arriverà in cima ai Crateri Sommitali, dapprima giungeremo sulla "Bocca Nuova", poi "La Voragine", Cratere di Nord-Est a quota 3329 metri, il punto piu' alto del Vulcano Etna. Poi inizierà la discesa a piedi, si arriverrà sui Crateri Barbagallo (Eruzione del 2002", si costeggerà la valle del Bove e poi discesa con la Funivia da 2500 metri, o a piedi fino al piazzale del Rifugio Sapienza Durata 6-7 ore circa.. DAL VERSANTE SUD si potrà partire per "LA GRANDE TRAVERSATA DELL'ETNA" La salita si effettuerà dapprima in funivia, poi pulmini 4×4 fino a quota 2900m nella zona di Torre del Filosofo,da qui dopo circa 1,5h di cammino in salita si Arriva sull’orlo della Bocca Nuova(3250m), apertasi nel 1968, probabilmente il cratere più impressionante. Aggirando la Bocca Nuova ci si ritrova sull’orlo del Cratere Centrale e da qui salendo in ripida ma breve salita per il Cratere di Nord Est, formatosi nel 1911 e vera e propria cima dell’Etna (3340m). Dalla cima possiamo spaziare a 360° con lo sguardo,e se la giornata lo permette scorgere verso nord le isole Eolie. Dalla cima iniziamo la discesa lungo un ripido ma facile sabbione passando per l'osservatorio vulcanologico di pizzi Deneri, il canalone di quarantore, ed infine giungere a Piano Provenzana - Versante Nord. Attrezzatura consigliata: Dati I venti vigorosi sull'Etna e’ consigliato l’uso di una giacca antivento in gore-tex,di un paio di occhiali per proteggersi da improvvise raffiche di vento, e naturalmente di un paio di scarponcini alti da montagna. Dislivello in salita: 400m. Dislivello in discesa: 1500 ALTRI ITINERARI.. La Grande Traversata potrà essere effettuta Etna Nord - Etna Sud o viceversa. Altri affascinanti itinerari.. la Grotta del Gelo e Grotta dei Lamponi, Monti Sartorius, Serracozzo Pizze Deneri e tanti altri... meravigliosi itinerari.. ETNA excursions, ESCURSIONI ETNA, ETNA ESCURSIONI, TRAVERSATA ETNA, GUIDE ETNA, ETNA GUIDE, TAORMINA ETNA, RIFUGIO SAPIENZA, PIANO PROVENZANA, LINGUAGLOSSA, NICOLOSI, jeep 4x4, TRAMONTO ETNA, VISITARE ETNA, ETNA , ESCURSIONI ETNA, ETNA ESCURSIONI, TRAVERSATA ETNA, GUIDE ETNA, ETNA GUIDE, TAORMINA ETNA, RIFUGIO SAPIENZA, PIANO PROVENZANA, LINGUAGLOSSA, NICOLOSI, jeep 4x4, TRAMONTO ETNA, VISITARE ETNA PUNTO DI RITROVO Piano Provenzana - Etna nord DURATA 6 ore PUNTO DI PARTENZA Piano Provenzana PUNTO DI ARRIVO Crateri Sommitali - Etna (3329 m.).

Escursioni ETNA

"Emozionanti Escursioni ai Crateri Sommitali (3323 metri) con Guide Alpine o Vulcanologiche"

Escursioni ETNA


Le escursioni che possiamo proporVi sono le seguenti:

ESCURSIONI AI CRATERI SOMMITALI (3329 METRI) dal Versante Nord di Piano Provenzana

VERSANTE NORD - PIANO PROVENZANA "Escursione Classica


DAL VERSANTE NORD - PIANO PROVENZANA

Raggiungere la cima di un vulcano, sentirne il suo respiro, i suoi brontolii, è senza dubbio un'emozione indescrivibile..
Dal versante ETNA Nord - PIANO PROVENZANA la salita potrà essere effettuata in due tipologie: ESCURSIONE CLASSICA: Salita e discesa con i mezzi 4x4 Partenza da Piano Provenzana (Etna Nord, quota 1800 m), salita con i mezzi 4x4 fino a quota 2900 m. Da qui proseguimento a piedi. Visita del Cratere centrale e Bocca Nuova. In seguito ritorno nel luogo in cui il bus 4x4 aveva lasciato il gruppo e ritorno con il mezzo 4x4 fino a Piano Provenzana. La fattibilità dell'escursione dipende dall'attività vulcanica presente e dalle condizioni meteo.
L’ESCURSIONE È ASSOLUTAMENTE VIETATA A CARDIOPATICI , ASMATICI E IPERTESI.


RIENTRO IN TREKKING: SALITA CON I MEZZI 4X4 e DISCESA A PIEDI



L'escursione parte da Piano Provenzana, a bordo di pulmini 4x4 , si salirà costeggiando a pochi metri la frattura createsi dall'eruzione del 2002, in circa 25 minuti si raggiungerà Piano delle Concazze, in uno scenario lunare, si proseguirà fino alla quota di 2900 circa.
Successivamente a piedi in poco meno di mezz'ora si raggiungeranno i Crateri Sommitali, dapprima si visiteranno i Cratere Centrale e Bocca Nuova, successivamente ci porteremo sul Cratere di Nord-Est (il più’ alto), e da quest’ultimo inizierà la discesa a piedi, in direzione dell’Osservatorio di Piano delle Concazze.
Dopo una breve pausa, inizierà una divertente discesa all’interno del canalone delle “quarantore”, che ci porterà direttamente a Piano Provenzana.

Tempi di percorrenza: 5h circa
Difficoltà: media. Necessari scarponi da trekking, e abbigliamento da montagna.
Possibilità di noleggio in loco. Occorre prenotare

Difficoltà: facile/media Il luogo per l'incontro con la Guida Alpina è la biglietteria della società che si trova a Piano Provenzana-Etna Nord.


Altro affascinante Trekking.. che possiamo proporvi è l'escursione alla "Bottoniera del 2002" Bocche eruttive che hanno di fatto distrutto tutte le attività ricettive di Piano Provenzana, il trekking parte da quota 1800 metri, in circa mezz’ora si giungerà sulle bocche eruttive chiamate a “bottoniera”, entreremo nel cuore di questa lunga affascinante frattura eruttiva , fino ad una quota di 2200 metri, durante la discesa di potrà visitare la frattura del 1911 e rientrare a Piano Provenzana. Durata: 2 ore circa



VERSANTE SUD - RIFUGIO SAPIENZA
ritrovo presso il piazzale alle ore 9.00 circa, poi in funivia fino a 2500 metri, poi a bordo di speciali mezzi 4x4 fino alla quota di 2900 metri, poi iniziera il Trekking, camminando sulle ultime colate laviche, (aprile 2017), in circa 1,30 minuti si arriverà in cima ai Crateri Sommitali, dapprima giungeremo sulla "Bocca Nuova", poi "La Voragine", Cratere di Nord-Est a quota 3329 metri, il punto piu' alto del Vulcano Etna. Poi inizierà la discesa a piedi, si arriverrà sui Crateri Barbagallo (Eruzione del 2002", si costeggerà la valle del Bove e poi discesa con la Funivia da 2500 metri, o a piedi fino al piazzale del Rifugio Sapienza
Durata 6-7 ore circa..

DAL VERSANTE SUD si potrà partire per "LA GRANDE TRAVERSATA DELL'ETNA"
La salita si effettuerà dapprima in funivia, poi pulmini 4×4 fino a quota 2900m nella zona di Torre del Filosofo,da qui dopo circa 1,5h di cammino in salita si Arriva sull’orlo della Bocca Nuova(3250m), apertasi nel 1968, probabilmente il cratere più impressionante.
Aggirando la Bocca Nuova ci si ritrova sull’orlo del Cratere Centrale e da qui salendo in ripida ma breve salita per il Cratere di Nord Est, formatosi nel 1911 e vera e propria cima dell’Etna (3340m).
Dalla cima possiamo spaziare a 360° con lo sguardo,e se la giornata lo permette scorgere verso nord le isole Eolie.
Dalla cima iniziamo la discesa lungo un ripido ma facile sabbione passando per l'osservatorio vulcanologico di pizzi Deneri, il canalone di quarantore, ed infine giungere a Piano Provenzana - Versante Nord.

Attrezzatura consigliata: Dati I venti vigorosi sull'Etna e’ consigliato l’uso di una giacca antivento in gore-tex,di un paio di occhiali per proteggersi da improvvise raffiche di vento, e naturalmente di un paio di scarponcini alti da montagna.
Dislivello in salita: 400m.
Dislivello in discesa: 1500

ALTRI ITINERARI..

La Grande Traversata potrà essere effettuta Etna Nord - Etna Sud o viceversa. Altri affascinanti itinerari.. la Grotta del Gelo e Grotta dei Lamponi, Monti Sartorius, Serracozzo Pizze Deneri e tanti altri... meravigliosi itinerari..





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Piano Provenzana - Etna nord

6 ore

Piano Provenzana

Crateri Sommitali - Etna (3329 m.)

Cave and Trekking

La Grotta dei Lamponi, La Grotta dei Tre livelli, la Grotta Cassone, la Grotta della Neve e la Grotta del Gelo

Among the most fascinating attractions of the Etna volcano we find the numerous lava flow caves (over two hundred), of which some, including those with an horizontal extension, can be visited (accompanied by a guide and with appropriate equipment such as bats and light bulbs ).
Caves of this type can only be found in Europe on Etna and Iceland.
This particular type of cave is formed by swapping the lava during the castings. This process consists in the cooling and solidification of the outside of the cast, as it is in contact with the atmosphere, while the lava flow inside the casting continues to flow, maintaining its heat as in a tunnel, until it is fed . Once the casting begins to extinguish the pipeline begins to empty, leaving the place to a lava flow cave.
The length of the caves is extremely variable (from tens of meters to over a mile).
Inside the caves you can observe phenomena such as "dog teeth", or lava rolls that form along the walls, formed due to high lava temperatures.


Below are some of the most fascinating and easily accessible caves in Etna:

The Raspberry Grotto,
The Three Level Cave,
The Cave Cave,
The Snow Cave and the Grotto of the Frost, which contains a small perennial glacier.

Piano Provenzana - Etna nord

6 ore

Ufficio Guide - Piano Provenzana

Crateri Sommitali - Etna (3329 m.)

Piano Provenzana - Etna Nord

Excursions Etna

"Wonderful Excursions to the Summit Craters (3323 meters) with Mountain or Vulcanological Guides""

ETNA Excursions

ETNA Excursions
The excursions we can offer are the following:

EXCURSIONS TO SUMMIT CRATERI (3329 METERS) from the Northern side of Piano Provenzana

NORTH SIDE - PIANO PROVENZANA "Classic Excursion"


NORTH SIDE - PIANO PROVENZANA

Reaching the top of a volcano, feeling its breath, its rumblings, is undoubtedly an indescribable emotion.
From the ETNA Nord - PIANO PROVENZANA slope the ascent can be carried out in two types: CLASSICAL EXCURSION: Ascent and descent by 4x4 vehicles Departure from Piano Provenzana (Etna North, altitude 1800 m), ascent with 4x4 vehicles up to 2900 m altitude. From here continue on foot. Visit of the Central Crater and Bocca Nuova. Later I returned to the place where the 4x4 bus had left the group and returned with the 4x4 vehicle to Piano Provenzana. The feasibility of the excursion depends on the volcanic activity present and on the weather conditions.
EXCURSION IS ABSOLUTELY FORBIDDEN TO CARDIOPATHICS, ASMATIC OR HYPERTHESIS.


RE-STARTING IN TREKKING: CLIMBING WITH 4X4 VEHICLES AND DESCENTING ON FOOT



The excursion starts from Piano Provenzana, aboard 4x4 minibuses, will rise alongside the fracture created by the 2002 eruption a few meters, in about 25 minutes you will reach Piano delle Concazze, in a lunar scenario, we will continue until the altitude of About 2900.
After walking in less than half an hour you will reach the summit craters, first you will visit the Central Crater and Bocca Nuova, then we will bring you to the crater of Northeast (the highest), and from this will begin the descent on foot, in the direction of the Piano delle Concazze Observatory.
After a short break, a fun descent will begin in the "quarantore" canal, which will take us directly to Piano Provenzana.

time about: 5h
Difficulty: medium. Necessary trekking boots and mountain clothing.
It is necessary to book

Difficulty: easy / medium The place for the meeting with the Alpine Guide is the ticket office of the company located in Piano Provenzana-Etna Nord.


Another fascinating Trekking .. that we can propose is the excursion to the "Bottoniera of 2002" Eruptive mouths that have in fact destroyed all the accommodation activities of Piano Provenzana, the trekking starts at an altitude of 1800 meters, in about half an hour you will reach the eruptive mouths called "bottoniera", we will enter the heart of this long fascinating eruptive fracture, until at an altitude of 2200 meters, during the descent you can visit the 1911 fracture and return to Piano Provenzana. Duration: about 2 hours



SOUTH SIDE - RIFUGIO SAPIENZA
meeting at the square at about 9.00, then by cable car up to 2500 meters, then aboard special 4x4 vehicles up to the altitude of 2900 meters, then start the Trekking, walking on the last lava flows, (April 2017), in about 1 , 30 minutes will arrive at the top of the summit craters, first we reach the "Bocca Nuova", then "La Voragine", Northeast Crater at an altitude of 3329 meters, the highest point of the Etna Volcano. Then the descent will start on foot, you will arrive on Crateri Barbagallo (Eruption of 2002 ", you will coast the valley of the Bove and then descent with the cableway from 2500 meters, or walk up to the square of Rifugio Sapienza
Duration 6-7 hours approximately ..

FROM SOUTH SUD you can leave for "THE GREAT CROSSING OF ETNA"
The ascent will be carried out first by cable car, then 4 × 4 buses up to an altitude of 2900m in the Torre del Filosofo area, from here after about 1.5 hours of ascent you arrive at the edge of the Bocca Nuova (3250m), which opened in 1968 , probably the most impressive crater.
Circling the Bocca Nuova you find yourself on the edge of the Central Crater and from here climbing up a steep but short climb to the Crater of the North East, formed in 1911 and a real top of Etna (3340m).
From the top we can wander 360 degrees with the eye, and if the day allows you to see the Aeolian islands to the north.
From the summit we start the descent along a steep but easy sand through the volcanological observatory of Pizzi Deneri, the quarantine quarry, and finally reach Piano Provenzana - North side.

Recommended equipment: Data Vigorous winds on Mount Etna is recommended the use of a windproof gore-tex jacket, a pair of glasses to protect against sudden gusts of wind, and of course a pair of high mountain boots.
Difference in height uphill: 400m.
Downhill difference in height: 1500

OTHER OTHER ITINERARIES .. The Great Crossing can be done Etna Nord - Etna Sud or vice versa. Other fascinating itineraries .. Grotta del Gelo and Grotta dei Lamponi, Monti Sartorius, Serracozzo Pizze Deneri and many other... wonderful itineraries .. ETNA excursions, ETNA EXCURSIONS, ETNA EXCURSIONS, ETNA TRAVERSATA, ETNA GUIDE, ETNA GUIDE, TAORMINA ETNA, REFUGE SAPIENZA, PROVENZAN PLAN, LINGUAGLOSSA, NICOLOSI, 4x4 jeep, ETNA SUNSET, VISIT ETNA, ETNA, ETNA EXCURSIONS, ETNA EXCURSIONS, ETNA CROSSING , ETNA GUIDE, ETNA GUIDE, TAORMINA ETNA, REFUGE SAPIENZA, PROVENZAN PLAN, LINGUAGLOSSA, NICOLOSI, 4x4 jeep, ETNA SUNSET, VISIT ETNA

Etna in MTB

Alla scoperta dell'Etna in MTB!!

L'Etna, un vulcano-montagna che regala emozioni, a volte anche amare, ma che noi, anche se in uno strano modo, continuiamo ad amare e temere proprio perché consapevoli di essere solamente degli ospiti. La mia non è altro che un’idea o forse il mio modo di interpretare l’Etna nella maniera più semplice che conosco. Non sono né un vulcanologo o un botanico, ma vivo da sempre sull’Etna, dove, grazie ai racconti degli anziani, dei pastori e dei contadini mi sono innamorato di questa splendida terra, sterile nell’aspetto ma in realtà piena di fertilità. Il mio desiderio è quello di poter trasmettere emozioni attraverso racconti o con la sola visita di un luogo carico di energia, così da poter regalare ai miei ospiti un ricordo piacevole del viaggio etneo. Per tante altre info http://www.etnaguidemtb.it/

Piano Provenzana - Etna nord

6 ore

Piano Provenzana - Etna nord

Crateri Sommitali - Etna (3329 m.) o tanti altri itinereari...

Piano Provenzana - Etna Nord

Scialpinismo sull'Etna

ETNA

ETNA

"Emoziante Escursione con gli sci da alpinismo fin sù ai Crateri Sommitali (3329 metri) "

Sciare sul vulcano attivo più alto(3343 m) e più grande (20 km di raggio) d’Europa con lo sguardo rivolto al mare è un'esperienza che rimarrà nelle Vostre memorie!

Non sarà la solita gita di Scialpinismo!!

L'Etna, propone un numero di itinerari che vanno da facili sci alpinistiche a ripidi canalini di grande soddisfazione. Per scoprirne gli angoli più' suggestivi ed affascinanti, affidatevi a chi l'Etna l'ha amata e frequentata sin da bambino in tutte le sue stagioni.
E soprattutto sarete accompagnati da professionisti della Montagna, Guide Alpine regolarmente iscritte all'albo professionale delle Guide Alpine.

Il clima sull’Etna favorisce una neve abbastanza compatta e l’inclinazione dei pendii è adatta anche per i medi sciatori. I percorsi sono agibili da febbraio a marzo, e spesso anche da aprile a maggio. Tramite la funivia si arriva a quota 2500 metri in meno di quindici minuti, permettendo agli sci-alpinisti di proseguire con gli sci e le pelli di foca e raggiungere la sommità in circa tre ore, potendo vedere da vicino i quattro crateri sommitali fino alla quota di oltre 3300 metri.
Siamo nel cuore del Parco dell’Etna, il primo ad essere istituito tra i parchi siciliani nel 1987: con i suoi 59.000 ettari ha il compito di proteggere un ambiente naturale unico e lo straordinario paesaggio che circonda il vulcano attivo più alto d’Europa e di promuovere lo sviluppo ecocompatibile delle popolazioni e delle comunità locali.
L'atmosfera mediterranea, il clima mite, i profumi, la calorosa ed allegra ospitalità siciliana, i sapori di una cucina tradizionale ed autentica renderanno unica la nostra avventura in Sicilia!

Principali proposte di itinerari di Sci alpinismo
Salita ai crateri sommitali

La salita ai crateri sommitali è senza dubbio l'escursione scialpinistica più ambita sull'Etna.
Arrivare sul bordo del cratere più alto d'Europa, con l'odore di zolfo e un panorama mozzafiato, non lascerà indifferente neanche chi è abituato a scialpinistiche più' impegnative...
I crateri sommitali potranno essere raggiunti sia partendo da Etna Sud, e sia partendo da Etna Nord (Piano Provenzana).
L'ascensione da Etna Sud avrà come punto di partenza, il piazzale del Rif. Sapienza, si potrà partire con sci ai piedi o usufruire della Funivia dell'Etna, che in pochi minuti ci porterà a quota 2500 m.
Dalla stazione di arrivo della funivia, si prosegue con sci d’alpinismo per raggiungere e visitare i luoghi interessati dall’ultimo evento eruttivo (ancora oggi è attualmente in corso l’attività effusiva e dei parossismi dal cratere di Sud-Est), per poi proseguire alla volta della zona sommitale (quota 3.300 m).
Da questo punto si ha la possibilità di visitare il cratere centrale che si divide in Bocca Nuova e Voragine, Cratere di Sud-est e Cratere di Nord-Est, oltre che di ammirare uno splendido panorama di buona parte della Sicilia orientale, in particolare la costa ionica, e se la limpidezza dell’orizzonte lo permette, fino alla Calabria e alle isole Eolie.
Dopo aver effettuato la visita ai crateri sommitali, si prosegue in direzione di Piano delle Concazze, dell’osservatorio vulcanologico di Pizzi Deneri, dove si effettuera una breve sosta e da dove inizia la splendida discesa lungo il versante nord dell’Etna, alla volta del centro turistico di Piano Provenzana, quale punto di conclusione dell’itinerario. La discesa avviene lungo il cosiddetto canalone di Quarantore.


L'ascensione da Etna Nord, molto suggestiva paesaggisticamente, avrà come punto di partenza Piano Provenzana,
la risalità avverrà lungo le piste del comprensorio, fino a quota 2400 circa, successivamente in direzione Monte Dagalotto, costeggiando quest'ultimo, dopo un'eventuale pausa a Piano delle Concazze si raggiungerà il cratere di Nord-Est.
Dopo aver effettuato la visita ai crateri sommitali, sperando nel clima sereno, per poter ammirare panorami mozzafiato.. si raggiungerà l'osservatorio vulcanologico di Pizzi Deneri.
Dopo una breve sosta, inizia la splendida discesa lungo il versante nord dell’Etna, alla volta del centro turistico di Piano Provenzana, quale punto di conclusione dell’itinerario. La discesa avverà lungo il cosiddetto canalone di Quarantore.

La Traversata dell’Etna
Prevede la traversata dal versante Sud al versante Nord dell’Etna. L’itinerario parte dal piazzale del Rifugio Sapienza versante Sud, quota 1910 metri, da qui con l’ausilio della funivia fino a quota 2500 m si arriva a Piano del Lago, teatro delle ultime eruzioni etnee. Messe le pelli di foca, si arriva fino ai piedi dei crateri sommitali, dove si valuteranno le condizioni meteo e vulcaniche per la salita. Dopo si inizierà la discesa verso Piano Provenzana, versante Nord quota 1800 metri, passando tra il Cratere Ellittico ed il Piano delle Concazze fino agli impianti di risalita presso Monte Conca.

Dislivello: + 800 m; - 1400 m
Difficoltà: Ms (sciatore medio)
Tempo di percorrenza: 6 ore

Altri itinerari:
Itinerario per Punta Lucia
Dopo essere saliti dal Rifugio Sapienza, l’itinerario proposto consente di raggiungere Punta Lucia a quota 2930 metri e di scendere al bivacco forestale di Monte Scavo, posto a quota 1785 metri nel versante Nord Ovest, su pendii ampi ma spesso ghiacciati fino alla primavera. Tramite la Pista Altomontana si ritornerà al Rifugio Sapienza.
Dislivello: +500 m; - 1200 m
Difficoltà: Bs (buon sciatore)
Tempo di percorrenza: 8 ore
Itinerario Valle del Leone
Si parte dal Rifugio Citelli in direzione Ovest per raggiungere i Pizzi Deneri a quota 2847 metri e poi scendere dentro la Valle del Leone costeggiando alla base le pareti rocciose del versante Sud dei Pizzi Deneri. Si prosegue arrivando al Cratere Rittman a quota 2377 metri e dopo al Monte Simone a quota 2084 metri, per poi risalire a Serra delle Concazze e in discesa verso il Citelli.
Dislivello: +1200 m; - 1100 m
Difficoltà: Bsa (buon sciatore con capacità alpinistiche di base)
Tempo di percorrenza: 5 - 6 ore
Piano Provenzana - Monte Pizzillo - Grotta del Gelo.
Rif. Citelli -Rocca della Valle- Pizzi Deneri - Crateri Sommitali
Rif. Sapienza - Montagnola - Valle del Bove
Etna Nord (o sud) - Valle del Leone
Etna Sud - Punta Lucia
e tanti tanti altri…itinerari..
Per info contattateci…
Attività extra a richiesta:
possibilità di pernottare a prezzi particolarmente favorevoli presso B&B convenzionati, sia sul versante Sud (Nicolosi), e sia sul versante Nord (Linguaglossa).

Possibilità di effettuare l'escursione sul lato Nord con "Gatto delle Nevi" e scendere con gli sci.
..e tanto altro ancora

Piano Provenzana - Etna nord

6 ore

Piano Provenzana

Crateri Sommitali - Etna (3329 m.)

Skitouring on Etna

"Emotional Excursion with mountaineering up to the Summit Craters (3329 meters) "

Skiing on the highest active volcano (3343 m) and larger (20 km radius) in Europe with a look at the sea is an experience that will remain in your memories! It will not be the usual skiing tour !! Etna offers a number of itineraries ranging from easy mountaineering to steep canals of great satisfaction. To discover the most fascinating and fascinating corners, entrust yourself to whom Etna has loved and attended as a child in all its seasons. And above all, you will be accompanied by mountain professionals, Alpine guides regularly registered in the Professional Alps Guidebook. The climate on Etna favors a fairly compact snow, and the inclination of slopes is also suitable for medium skiers. The routes are accessible from February to March, and often from April to May. Through the cable car you reach 2500 meters in less than fifteen minutes, allowing ski-mountaineers to continue with skis and seals and reach the summit in about three hours, being able to see closely the four craters sommitalifino at the quota of Over 3300 meters. We are in the heart of the Etna Park, the first to be set up among the Sicilian parks in 1987: its 59,000 hectares have the task of protecting a unique natural environment and the extraordinary landscape surrounding the highest active volcano in Europe To promote the eco-friendly development of local populations and communities. The Mediterranean atmosphere, the mild climate, the scents, the warm and cheerful Sicilian hospitality, the flavors of traditional and authentic cuisine will make our adventure unique in Sicily! Main Mountaineering Itineraries: Uphill to the Summit Craters The uphill to the Summit Craters is undoubtedly the most desirable skiing excursion on Mount Etna. Arriving on the edge of the highest crater in Europe with the smell of sulfur and a breathtaking panorama, it will not leave indifferent even those who are used to more demanding ski jumps... The summit craters can be reached either from Etna South, and Starting from Etna Nord (Provencal Plan). The ascension from Etna Sud will have as its starting point, the square of the Rif. Sapienza, you can start with skiing at the foot or take advantage of the Etna Cable Car, which will take you to 2500 meters in a few minutes. From the cable car station, continue with mountaineering to reach and visit the places affected by the last eruptive event (still today is the effusive activity and paroxysms from the south-east crater), and then Continue to the summit area (3.300 m). From this point you can visit the central crater that divides into Bocca Nuova and Voragine, Southeast Crater and North-East Crater, as well as to admire a splendid view of much of Eastern Sicily, in particular the Ionian coast, and if the clarity of the horizon allows, to Calabria and the Aeolian Islands. After the visit to the summit craters, continue towards Piano Concazze, the Pizzi Deneri volcanological observatory, where a short stopping and where begins the beautiful descent along the northern slope of Mount Etna at the time of Tourist center of Piano Provenzana, as the end point of the itinerary. The descent takes place along the so-called Quarantore canal. The ascension from the Etna Nord, which is very scenic, will have the Provenzana Plan starting point, and the climbing will take place along the slopes of the area up to approximately 2400, then in the direction of Monte Dagalotto, crossing the latter, after a break The Concrete Plan will reach the North-East Crater. After visiting the summit craters, hoping for the serene atmosphere, to admire breathtaking views .. you will reach the volcanological observatory of Pizzi Deneri. After a short break, begins the wonderful descent along the northern slope of Etna, at the touristic center of Piano Provenzana, as the end point of the itinerary. The descent will take place along the so-called Quarantore canal. The Crossing of the Etna Tracks the crossing from the south side to the northern slope of Etna. The itinerary starts from the square of the Sapienza Rifugio Sud, at 1910 meters, from here with the help of the cableway up to 2500 m, you arrive at Piano del Lago, the theater of the last eruptions of Etnea. It has the seal hides, it reaches the foot of the summit craters, where the weather and volcanic conditions for the ascent will be evaluated. Then the descent towards Plan Provenzana, north side 1800 meters, will begin, passing between the Elliptical Crater and the Concrete Plane until the lifts at Monte Conca. Difference in height: + 800 m; - 1400 m Difficulty: Ms (average skier) Travel time: 6 hours Other itineraries: Itinerary for Punta Lucia After getting off from Sapie Refuge

Piano Provenzana - Etna nord

6 ore

Piano Provenzana

Crateri Sommitali - Etna (3329 m.)

Etna Sunset

"Wonderful excursion on Etna during the sunset by 3000 meters"

Sunset is, no doubt, one of the most magical moments of the day. Its warm and changing colors offer a spectacle of unparalleled beauty, admire the sun set and hide behind one of the most famous and fascinating volcanoes in the world, the Etna.
Enjoy the sunset from a unique area of the world. From Pizzi Deneri - Vulcanological Observatory, and in case of eruptive activity we will take you to the best places from which to watch this spectacular natural phenomenon.

Piano Provenzana - Etna nord

6 ore

Piano Provenzana

Crateri Sommitali - Etna (3329 m.)

ETNA Excursions

« Merveilleuses excursions à Summit Cratères (3323 mètres) avec des guides de montagne ou volcanologique »

Excursions ETNA

"Emozianti Excursions à Summit Cratères (3323 mètres) avec des guides de montagne ou volcanologique"

Excursions ETNA

Les excursions que nous proposons sont les suivantes:

Excursions de l'ETNA
Les excursions que nous pouvons offrir sont les suivantes:

EXCURSIONS AU SOMMET CRATERI (3329 METRES) du versant nord de Piano Provenzana

NORD VERSANT - PLAN PROVENZAN "Excursion Classique"


DU NORD DE VERSANT - "FOURNIR LE PLAN"

Atteindre le sommet d'un volcan, sentir son souffle, ses grondements, est sans aucun doute une émotion indescriptible.
De la pente ETNA Nord - PLAN Provenzana la montée peut se faire en deux types: TOUR CLASSIC: Vers le haut et vers le bas avec les médias départ 4x4 du Plan Provenzana (Etna Nord, altitude 1800 m), montée avec les moyens de 4x4 jusqu'à une altitude de 2900 m. De là continuer à pied. Visite du cratère central et Bocca Nuova. Plus tard, je suis retourné à l'endroit où le bus 4x4 avait quitté le groupe et suis revenu avec le véhicule 4x4 à Piano Provenzana. La faisabilité de l'excursion dépend de l'activité volcanique présente et des conditions météorologiques.
L'EXCURSION EST ABSOLUMENT INTERDITE AUX CARDIOPATHIQUES, ASMATIQUES OU HYPERTHESES.


REPRISE EN TREKKING: ESCALADE AVEC DES VÉHICULES 4X4 ET DESCENTE SUR PIED



L'excursion commence du Plan Provenzana, à bord des autobus 4x4, vous monterez à quelques mètres le long de l'éruption createsi de rupture de 2002, à environ 25 minutes, vous arriverez à l'étage Concazze, dans un paysage lunaire, continuera jusqu'à ce que le quota Environ 2900.
Puis marchez dans un peu moins d'une demi-heure, vous atteindrez le sommet Cratères, d'abord, nous allons visiter le cratère central et la Bocca Nuova, nous continuerons du Nord-Est du cratère (le haut), et celui-ci commencera la descente à pied, en direction de l'Observatoire Piano delle Concazze.
Après une courte pause, une descente amusante commencera dans le canal "quarantore", qui nous mènera directement à Piano Provenzana.

Temps de trajet: environ 5h
Difficulté: moyenne. Bottes de trekking nécessaires et vêtements de montagne.
Possibilité de louer sur place. Il est nécessaire de réserver

Difficulté: facile / moyenne Le lieu de rencontre avec le Guide Alpin est la billetterie de l'entreprise située à Piano Provenzana-Etna Nord.


Un autre trekking fascinant .. que nous pouvons proposer est l'excursion au "Bottoniera de 2002" Bouches éruptive qui ont effectivement détruit toutes les installations d'hébergement plan Provenzana, le trek commence à une altitude de 1800 mètres, à environ une demi-heure, vous atteindrez les bouches éruptives appelle à « boutonnières », nous allons entrer dans le cœur de cette fissure fascinante longue éruptive, jusqu'à à une altitude de 2200 mètres, pendant la descente, vous pouvez visiter la fracture de 1911 et retourner à Piano Provenzana. Durée: environ 2 heures



SUD VERSANT - RIFUGIO SAPIENZA
Rendez-vous à la place à 9h00 ou alors, le téléphérique jusqu'à 2500 mètres, puis sur des supports spéciaux 4x4 jusqu'à une altitude de 2900 mètres, puis commencera la randonnée, la marche sur les coulées de lave passé, (Avril 2017), dans environ 1 30 minutes, vous arriverez au sommet du sommet Cratères, d'abord arriver sur la « Nuova Bocca », puis « Gouffre », cratère nord-est à une altitude de 3329 mètres, le plus « point culminant du volcan Etna. Ensuite, commencez la descente à pied, sur arriverrà Cratères Barbagallo (2002 « Eruption, nous passerons la Valle del Bove et puis descente avec le téléphérique de 2500 mètres, ou à pied jusqu'à la place de la Sapienza Rifugio
Durée 6-7 heures environ ..

DU SUD SUD vous pouvez partir pour "LA GRANDE PASSAGE DE L'ETNA"
La montée aura lieu d'abord dans le téléphérique, puis minibus 4 × 4 à une hauteur de 2900 m dans la Tour de la zone Philosophe, d'ici au bout d'environ 1,5 h de marche en montée pour arriver au bord de la Bocca Nuova (3250m), qui a ouvert en 1968 , probablement le cratère le plus impressionnant.
Encerclant la Nuova Bocca vous vous trouvez sur le bord du cratère central et de là aller une montée raide mais courte au cratère nord-est, formé en 1911 et véritable sommet de l'Etna (3340m).
Du haut nous pouvons nous promener à 360 degrés avec l'oeil, et si le jour vous permet de voir les îles Eoliennes au nord.
Du sommet, nous commençons la descente le long d'un sable abrupt mais facile à travers l'observatoire volcanologique de Pizzi Deneri, la carrière de quarantaine, et enfin atteindre Piano Provenzana - côté nord.

Équipement recommandé: vents de données puissant mont Etna et recommandé l'utilisation d'une veste coupe-vent en Gore-Tex, une paire de lunettes pour se protéger des rafales de vent, et bien sûr une paire de bottes de haute montagne.
Différence de hauteur en montée: 400m.
Différence de hauteur en descente: 1500

AUTRES ITINÉRAIRES .. La Grande Traversée peut être faite Etna Nord - Etna Sud ou vice versa. Autres itinéraires fascinants .. Grotta del Gelo et Grotta dei Lamponi, Monti Sartorius, Serracozzo Pizze Deneri et bien d'autres... itinéraires merveilleux .. Excursions ETNA, ETNA EXCURSIONS, ETNA EXCURSIONS, ETNA TRAVERSATA, ETNA GUIDE, ETNA GUIDE, TAORMINA ETNA, REFUGE SAPIENZA, PLAN PROVENZAN, LINGUAGLOSSA, NICOLOSI, 4x4 Jeep, ETNA SUNSET, VISITE ETNA, ETNA, ETNA EXCURSIONS, ETNA EXCURSIONS, ETNA CROSSING , ETNA GUIDE, ETNA GUIDE, TAORMINA ETNA, REFUGE SAPIENZA, PLAN PROVENZAN, LINGUAGLOSSA, NICOLOSI, 4x4 Jeep, ETNA SUNSET, VISIT ETNA

Etna a "Muntagna"

Everything that nature has great, all that has a pleasant, all that has terrible, can be compared to Etna, and Etna can not be compared to anything. (Dominique Vivand Denon, "Voyage en Sicilie", 1788)

Etna

"a Muntagna"

There was once a giant who had a huge furnace like his mouth, and when he was angry, fire came out. The giant wanted to become the most powerful in the world. He took the tallest mountains, put them on the other and climbed the sky. But Jupiter threw him down from those mountains, and the boulders buried him. From below there he screamed, and they became lava and the Etna erupted. Legends, cyclists, giants and queen quilts ending in the crater that surround the volcano are so many. Like so many ways to call it. For those who live near her, she is simply "at Muntagna," the female. A whimsical female who often awakens his underground fires, but a lady more beautiful than dangerous: periodic eruptions descend slowly, sow ash, not dead.

Excursions on Etna

Webcam Etna LIVE

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