escursioni con bambini

Guide Etna Excursion - escursioni con bambini

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Der Ätna hat das Schluchzen von Marco Neri   Selbst wenn der Ätna nicht auffallend ausbricht, wird es gleichermaßen erwähnt. Seit einigen Tagen in der Tat produziert der sizilianischen Vulkan „Mini-Ausbrüche“, die nur wenige Minuten dauern, befindet sich auf der Spitze des New Südost-Krater, etwa 3300 Meter über dem Meeresspiegel (in Highlights, oben). Und für einen Vulkan, der so aktiv ist wie der Ätna, wäre bisher nichts Seltsames, wenn nicht, dass diese Ereignisse mit beeindruckender Regelmäßigkeit stattfinden, etwa drei pro Tag und in ziemlich konstanten Intervallen von etwa acht Stunden. Ein Phänomen, das dem der Geysire sehr ähnlich ist, obwohl in diesem Fall Magma und nicht Wasser ausbrechen. Die Sequenz begann am 11. Mai und brachte die Gesamtmenge dieser Mini-Eruptionen auf 22, was natürlich auf das nächste Ereignis wartete. Diese kleinen eruptiven Ereignisse gehen immer mit einer Zunahme der Amplitude des vulkanischen Tremors einher, was einer Schwingung entspricht, die durch die Dynamik der vulkanischen Fluide erzeugt wird, die im Eruptionsrohr zirkulieren. Wenn sich das Magma der Oberfläche nähert und ausbricht, steigt auch der Tremor unweigerlich an. Es ist sehr bekannt bei Enthusiasten, die ständig die INGV-Website besuchen, in der der Tremor durch eine Reihe von farbigen Diagrammen (oben, unten) hervorgehoben wird. Daher wird der Tremor während dieser zahlreichen Mini-Eruptionen mit einer Reihe von fast regelmäßigen Spitzen für Amplitude und Intervalle gezeigt. Es ist, wie du der Vulkan warst... das Schluchzen! Warum finden diese Mini-Eruptionen statt? Was lässt sie so regelmäßig und häufig aussehen? Ohne zu behaupten, immer alles über einen oft erstaunlichen Vulkan, den Ätna, zu verstehen, können wir versuchen, einige Antworten darauf zu geben. Wir können das Ätna-Fütterungssystem und insbesondere das Eruptionsrohr, das diese Eruptionen speist, als eine Art engen und langen Schnellkochtopf betrachten. Die Wärme des Magmas vergleichbar ist unter dem Topf Feuer entzündet, während die Gase, die aus dem Magma getrennt sind und im oberen Teil des Kanals ansammeln, können wir sie für Wasserdampf vergleichen, die in den Topf gebildet wird, wenn das Wasser kocht. Schließlich ist die Entlüftungsöffnung, um die Mini-Eruptionen entstehen, die wir in diesen Tagen beobachten wir es unseren Dampfkochtopf Ventil vergleichen kann: immer dann, wenn der Druck von Erdgas- auf dem Kanal einen bestimmten kritischen Wert überschreitet, das „Ventil“ öffnet und das Magma bricht auf der Oberfläche aus. Und um die Ähnlichkeit zu vervollständigen, können wir das charakteristische "Pfeifen" des Ventils des Topfes, das sich öffnet, mit dem Brüllen vergleichen, das die Leute des Ätna während dieser Mini-Eruptionen wahrnehmen. Die außergewöhnliche Natur des Phänomens, das wir Lüge sehen jedoch in der Tatsache, dass dieser Prozess eine ausgezeichnete Balance zwischen dem Magma zu haben scheint gefunden, die ins Ohr geht und was durch die Mini-Eruptionen ausgestoßen wird. Und jetzt, was wird passieren? Wie kann der Schluckauf des Ätna aufhören? Das Phänomen könnte lange anhalten, zumindest bis dieses Gleichgewicht zwischen dem Magma, das aufsteigt und dem, das an der Oberfläche ausbricht, bestehen bleibt. Die Dinge werden sich ändern, wenn die Menge an verfügbarem Magma abnimmt, was zum Ende dieser Mini-Eruptionen führt. Oder, wenn das Volumen an Magma, das ansteigt, ansteigen würde, könnten die Ausbrüche häufiger und länger werden, wie es vor ein paar Wochen passiert ist. Aber auch die Geometrie des endständigen Teils des Eruptionsrohres, also unser "Ventil" zur Entlüftung des Vulkans, hat eine eigene wichtige Rolle. Sollte „brechen“ dieses Ventil oder verstopft werden oder die Form und Amplitude dieses Teils des Kanals eruptiven ändern, sicherlich würde auch den Weg durch die Magma gefolgt verändert die Oberfläche und die Energie zu erreichen erforderlich, um eine Eruption zu produzieren. Auch in diesem Fall würde daher der eruptive Stil des Vulkans und vielleicht auch die Position des eruptiven Mundes verändert.. Ringraziando le fonti, riportiamo il link della news: Eruzione osservata dallo Spazio
Etna, cinque anni esplosivi FOTOGALLERIA Il fotografo Marco Restivo ha seguito tutte le ultime eruzioni del vulcano attivo più grande d'Europa: ecco una scelta delle sue immagini più spettacolari fotografie di Marco Restivo « PRECEDENTEFoto 1 di 20SUCCESSIVO » Etna, cinque anni esplosivi Vedi anche L'Etna dà spettacoloL'Etna dà spettacoloL'Etna continua a eruttare Già da piccolo, il trentenne catanese Marco Restivo alzava sempre lo sguardo verso la montagna che domina la sua città. “L'occhio mi cadeva sempre lì”, dice. “Era una grande attrazione per me fin da quando ero bambino; la lava, la neve... L'Etna non è una montagna normale, è viva”. Poi, dal 2005, ha cominciato a sfruttare le sue escursioni sull'Etna per fare le sue prime fotografie, con una piccola compatta. Oltre che dalla natura, era particolarmente affascinato dalle eruzioni. Dopo la laurea in ingegneria, Restivo ha fondato un'agenzia multimediale, WEAD, e ha cominciato ad avvicinarsi più seriamente al mondo della fotografia. Dal 2010, racconta, ha cominciato a fotografare e a filmare l'Etna con attrezzature professionali. “Negli anni mi sono avvicinato sempre di più al mondo della fotografia conciliando l’interesse per quest’ultima con la vicinanza del vulcano, per seguire tutte le attività eruttive e non, cercando di raccontare, tramite le mie foto, le sue meraviglie”, dice. Oggi, con i suoi amici e colleghi, Restivo controlla quotidianamente i siti dell'INGV che monitorano l'attività eruttiva, allunga lo sguardo verso il vulcano e, in caso ci siano fenomeni degni di nota, sale in vetta. “Saliamo fino al rifugio Sapienza [a 1.900 metri di quota] poi da lì prendiamo la funivia oppure saliamo a piedi per fare le nostre foto alle bocche eruttive o alle colate laviche. Quasi sempre facciamo tardi e ci tocca tornare giù a piedi con tutta l'atrrezzatura”, dice. “L'attività che ad oggi mi è rimasta più impressa è stata l’eruzione del 2015 del cratere Voragine. All’interno della colonna eruttiva si sono sviluppati diversi fulmini creando un atmosfera surreale”. Proprio in quell'occasione, Restivo realizzò uno scatto memorabile che fece il giro del mondo e fu pubblicato da molte testate intenazionali tra cui National Geographic Italia, Guardian, BBC, CNN, eccetera. Negli ultimi mesi, sfruttando la conoscenza del territorio, insieme ad altri colleghi Restivo sta portando avanti il progetto Myetnamap. L’obiettivo è quello di semplificare l'esperienza sul vulcano a tutti i visitatori del mondo, aiutandoli a districarsi tra i sentieri etnei, i comuni e le attrazioni che offre il vulcano con foto a 360 gradi. In questa immagine: Il primo febbraio 2015 una colata lavica viene emessa da una bocca effusiva posta alla base meridionale del Cratere di Sud-Est, mentre dalla cima del cono vengono prodotte esplosioni stromboliane. Articolo completo su: 5 anni di "Etna"
Articolo completo su:
Bocca effussiva 2900 - Video

 
 
 

ATTIVITA' DELL'ETNA, 16 MARZO 2017

Durante l’eruzione in corso da ieri mattina, alle ore 12:43 (ora locale) di oggi, 16 marzo, si è verificata un’esplosione freato-magmatica in località Belvedere (bordo occidentale della Valle del Bove), a circa 2700 metri di quota sul mare. L’esplosione è avvenuta in corrispondenza del fronte della colata di lava che emerge da una bocca posta alla base del Nuovo Cratere di Sud-Est, a circa 3200 metri di quota sul mare. Attualmente la lava avanza con una temperatura superiore ai 1000 gradi centigradi in una zona ricoperta di neve. La neve, al contatto con la lava, tende a sciogliersi, formando delle pozze d’acqua che possono venire ricoperte dalla lava in avanzamento.

In quel caso, l’acqua sotto la colata lavica tende a vaporizzare e può causare esplosioni freato-magmatiche come quella avvenuta oggi. Nel fenomeno esplosivo è stato coinvolto anche un vulcanologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - Osservatorio Etneo (INGV-OE), Boris Behncke, che ha riportato lievi escoriazioni. Il personale INGV-OE continua a monitorare con costanza l’evoluzione dei fenomeni.

Video delle telecamere di sorveglianza ECV e ENV che mostrano l’esplosione delle ore 12:43 (ora locale) di oggi. L’esplosione è evidenziata da una densa nube di colore bianco, che si espande rapidamente.
L'immagine a fine video è stata estratta dalla telecamera di sorveglianza ENV, il cerchio nero evidenza l’esplosione freato-magmatica avvenuta alle 12:43 (ora locale) di oggi. (link al video)

 

 

vini dalta quotaVenerdì 11 novembre, alle 10.00, saranno presentati presso l’Osservatorio di Pizzi Deneri (Linguaglossa-Catania) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), i risultati del progetto sperimentale “Vini d’alta quota. I VINI CALCAGNO A QUOTA 2800”,  nato dalla collaborazione tra INGV e l’azienda vinicola Calcagno. Il progetto, iniziato il 22 luglio 2015 e terminato il 22 luglio scorso, nasce dall’idea di allestire, presso l’Osservatorio di Pizzi Deneri, all’altitudine di 2813 m, un corner dedicato all’affinamento di un lotto di bottiglie dei vini dell’azienda Calcagno, posizionati in casse di legno, per un periodo di circa 12 mesi. Primo nel suo genere, il progetto si basa sulle teorie di Pasteur (1822-1895), chimico, biologo e microbiologo francese, che sosteneva: “l’aria in alta quota è priva di germi ed è migliore per la conservazione di un prodotto fermentato come il vino”. Secondo lo studioso, infatti, “l’aria più rarefatta, con meno ossigeno, mantiene i vini più giovani”.
Obiettivo della sperimentazione è stato quello di osservare i fattori considerati da Pasteur, insieme all’esclusivo microclima, il profondo silenzio, l’assoluta assenza di luce e la bassa concentrazione di ossigeno, presenti a quota 2.813, che favoriscono il “rallentamento” del processo di maturazione del vino e, quindi, la longevità dello stesso, evolvendosi sia dal punto di vista organolettico, sia della tonalità del colore. Evidenziare, inoltre, il forte legame tra i vini autoctoni e l’unicità del territorio etneo.
A conclusione del primo anno di affinamento, i vini sono stati sottoposti a controllo per poter stabilire l’effettiva salute dei prodotti. La fase finale della sperimentazione, consistente nel recupero delle bottiglie presso la zona dell’Osservatorio, prevede una degustazione analitica da parte di una commissione di esperti del settore (enologi, giornalisti, sommelier).
Durante la giornata di presentazione,  i vini, oggetto della sperimentazione, saranno venduti tramite un’asta di beneficenza e il ricavato sarà devoluto all’INGV, collaboratore del progetto, per la ricerca sul sisma e per l’acquisto di specifici macchinari dedicati al monitoraggio e sorveglianza vulcanica. La scelta della presentazione dei risultati del progetto presso la sede dell’osservatorio, vuole essere un valore aggiunto in termini di sensazioni ed emozioni derivanti dalla sperimentazione.
Interverranno: il direttore dell’Osservatorio Etneo-INGV, Eugenio Privitera,  i proprietari e l’enologo dell'azienda Calcagno, una commissione di degustatori composta da Marco Mangiarotti (Il Giorno), Fabrizio Carrera e Federico Latteri (entrambi di Cronache del Gusto). Sono stati invitati i sindaci di Linguaglossa e Castiglione di Sicilia, la Presidente del Parco dell'Etna.
 
 

Sequenza sismica sull’Etna

 

Una serie di terremoti  sono avvenuti questa mattina ( 22/Nov/2012) nel distretto sismico ETNA. Il primo evento di magnitudo(Ml) 3.9 è avvenuto alle ore 10:10:41 italiane. Questo evento è stato seguito da numerosi altri terremoti  tra i quali un ulteriore altro evento di magnitudo(Ml) 3.9 alle ore 12:25:52 italiane.

Per maggiori informazioni sull’evento delle ore 10:10:41 –  http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7225595900/event.html

Per maggiori informazioni sull’evento delle ore 12:25:52 – http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7225597250/event.html

Alle ore 13.00 sono oltre 30 gli eventi, tutti localizzati nel settore nord-occidentale dell’Etna.

 

L’Etna ha il singhiozzo di Marco Neri Anche quando l’Etna non erutta in modo eclatante, si fa notare ugualmente. Da alcuni giorni, infatti, il vulcano siciliano produce delle “mini-eruzioni” che durano poche decine di minuti, localizzate sulla sommità del Nuovo Cratere di Sud-Est, a circa 3300 metri di quota (foto in evidenza, in alto). E fin qui non ci sarebbe nulla di strano per un vulcano tanto attivo com’è l’Etna, se non fosse che questi eventi accadono con una regolarità impressionante, circa tre al giorno, e ad intervalli abbastanza costanti di circa otto ore. Un fenomeno che ricorda abbastanza da vicino quello dei geyser, anche se in questo caso ad eruttare in superficie è magma e non acqua. La sequenza è iniziata lo scorso 11 maggio e ha portato il conto totale di queste mini-eruzioni a ventidue, aspettando il prossimo evento, naturalmente. Questi piccoli eventi eruttivi sono accompagnati sempre da un aumento di ampiezza del tremore vulcanico, che corrisponde ad una vibrazione prodotta dalla dinamica dei fluidi vulcanici che circolano all’interno del condotto eruttivo. Quando il magma si approssima alla superficie ed erutta, immancabilmente anche il tremore aumenta. Lo sanno bene gli appassionati che visitano continuamente il sito web dell’INGV nel quale il tremore è evidenziato da una serie di diagrammi colorati (foto in evidenza, in basso). In occasione di queste numerose mini-eruzioni, quindi, il tremore si mostra con una serie di picchi quasi regolari per ampiezza ed intervalli. E’ come sei il vulcano avesse… il singhiozzo! Ma allora, perché avvengono queste mini-eruzioni? Cosa le fa risultare tanto regolari e frequenti? Senza avere la pretesa di comprendere sempre tutto di un vulcano spesso sorprendente qual è l’Etna, qualche risposta possiamo provare a darla. Possiamo considerare il sistema di alimentazione dell’Etna, ed in particolare il condotto eruttivo che alimenta queste eruzioni, come una sorta di pentola a pressione stretta e lunga. Il calore del magma è assimilabile al fuoco acceso sotto la pentola, mentre i gas che si separano dal magma e si accumulano nella parte alta del condotto possiamo paragonarli al vapore acqueo che si forma dentro la pentola quando l’acqua bolle. Infine, la bocca eruttiva da cui emergono le mini-eruzioni che osserviamo in questi giorni possiamo paragonarla alla valvola della nostra pentola a pressione: ogni volta che la pressione dei gas interni al condotto supera un certo valore critico, la “valvola” si apre ed il magma erutta in superficie. E per completare la similitudine, il caratteristico “fischio” della valvola della pentola che si apre lo possiamo paragonare ai boati che le genti dell’Etna percepiscono in occasione di queste mini-eruzioni. La straordinarietà del fenomeno che osserviamo risiede, però, nel fatto che questo processo sembra avere trovato un eccellente equilibrio tra il magma che risale nel condotto e quello che viene espulso attraverso le mini-eruzioni. E adesso, cosa succederà? Come può cessare il singhiozzo dell’Etna? Il fenomeno potrebbe durare ancora a lungo, almeno fino a quando durerà questo equilibrio tra il magma che sale e quello che erutta in superficie. Le cose cambieranno quando il volume di magma disponibile diminuirà, portando al termine di queste mini-eruzioni. Oppure, se il volume di magma che risale dovesse aumentare, le eruzioni potrebbero diventare più abbondanti e lunghe, come accaduto fino a poche settimane fa. Ma anche la geometria della parte terminale del condotto eruttivo, cioè la nostra “valvola” di sfogo del vulcano, ha un suo ruolo importante. Dovesse “rompersi” questa valvola oppure dovesse ostruirsi o cambiare di forma e di ampiezza questa parte del condotto eruttivo, cambierebbe certamente anche il percorso seguito dal magma per arrivare in superficie e l’energia necessaria per produrre un’eruzione. Anche in questo caso, quindi, cambierebbe lo stile eruttivo del vulcano e forse anche la posizione della bocca eruttiva. Marco Neri* *Primo Ricercatore, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Sezione di Catania, Osservatorio Etneo (Nella foto in evidenza: in alto, attività stromboliana al Nuovo Cratere di Sud-Est ripresa la sera del 14 maggio 2017 (foto di B. Behncke); in basso, ampiezza del tremore vulcanico registrato alla stazione di monitoraggio sismico EMNR dell’INGV_OE Catania).CATANIA - L'ultima eruzione dell'Etna è stata monitorata per la prima volta anche dallo spazio, dalle sentinelle europee del programma Copernicus. E' il risultato della cooperazione tra l'Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia (Ingv) e Agenzia Spaziale Europea (Esa), che grazie agli strumenti a bordo di Sentinel-2A ha seguito l'evoluzione della recente eruzione. Le immagini spaziali dell'Etna segnano l'esordio del progetto Geohazard Exploitation Platform (Gep), attualmente in fase di test operativo su un selezionato numero di vulcani, che permetterà di seguire le attività vulcaniche, grazie sopratutto ai dati distribuiti gratuitamente dalla coppia di satelliti Sentinel 2 (la prima lanciata nel giugno 2015, la seconda a marzo 2017). Proprio l'ultima eruzione dell'Etna, iniziata il 15 marzo, ha permesso di dare il via ai primi test. Le immagini scattate tra 16 e 26 marzo "mostrano la lava emessa dal vulcano e, in particolare, evidenziano in modo chiaro la presenza di colate emesse in tempi successivi e localizzate in due zone diverse", ha detto Malvina Silvestri, dell'Ingv. Dati utili per un monitoraggio costante che quando tra pochi mesi vedrà anche la piena operatività di Sentinel-2B fornirà aggiornamenti dallo spazio con una cadenza di 2 o 3 giorni. La coppia dei satelliti Sentinel 2, scrive l'Ansa, fa parte della costellazione Copernicus, un programma promosso da Esa e Commissione Europea per la salvaguardia del pianeta, che proseguirà negli anni con i lanci di almeno 6 famiglie di sentinelle differenti dedicate allo studio di temi specifici. Intanto a tenere sotto controllo Etna, Vesuvio e Campi Flegrei ci sono anche i dati in arrivo dal satellite americano Landsat-8, che integrati a quelli in arrivo dalle sentinelle europee, forniscono la stima della temperatura superficiale e dell'andamento dei flussi di lava. Intanto, su Facebook, il vulcanologo Marco Neri, illustra l'andamento della colata iniziata poco più di due settimane fa. "Dal suo inizio, l'eruzione continua la sua fase effusiva con tassi eruttivi relativamente bassi ma costanti - scrive. La colata attiva scorre ad ovest dei Monti Barbagallo e poi, più in basso, in adiacenza con il campo lavico del 2002-2003. Il fronte lavico più avanzato è sceso ancora (ieri era a 2330 m sul mare), alimentato da una bocca effimera posta poco più a monte (2480 m). In un articolo scientifico pubblicato nel 2013, abbiamo ipotizzato i possibili percorsi seguiti da colate alimentate da bocche sommitali dell'Etna (Del Negro C., Cappello A., Neri M., Bilotta G., Hérault A., Ganci G. (2013), Lava flow hazards at Etna volcano: constraints imposed by eruptive history and numerical simulations, Scientific Reports - Nature, 3:3493, doi: 10.1038/srep03493.). In una figura di quel lavoro, è riportata proprio la mappa di probabilità di invasione lavica di questo tipo di eruzioni, nella quale si vede bene che il percorso di questa colata lavica sta seguendo quello previsto. Ringraziando le fonti, riportiamo il link della news: Eruzione osservata dallo Spazio
Etna, cinque anni esplosivi FOTOGALLERIA Il fotografo Marco Restivo ha seguito tutte le ultime eruzioni del vulcano attivo più grande d'Europa: ecco una scelta delle sue immagini più spettacolari fotografie di Marco Restivo « PRECEDENTEFoto 1 di 20SUCCESSIVO » Etna, cinque anni esplosivi Vedi anche L'Etna dà spettacoloL'Etna dà spettacoloL'Etna continua a eruttare Già da piccolo, il trentenne catanese Marco Restivo alzava sempre lo sguardo verso la montagna che domina la sua città. “L'occhio mi cadeva sempre lì”, dice. “Era una grande attrazione per me fin da quando ero bambino; la lava, la neve... L'Etna non è una montagna normale, è viva”. Poi, dal 2005, ha cominciato a sfruttare le sue escursioni sull'Etna per fare le sue prime fotografie, con una piccola compatta. Oltre che dalla natura, era particolarmente affascinato dalle eruzioni. Dopo la laurea in ingegneria, Restivo ha fondato un'agenzia multimediale, WEAD, e ha cominciato ad avvicinarsi più seriamente al mondo della fotografia. Dal 2010, racconta, ha cominciato a fotografare e a filmare l'Etna con attrezzature professionali. “Negli anni mi sono avvicinato sempre di più al mondo della fotografia conciliando l’interesse per quest’ultima con la vicinanza del vulcano, per seguire tutte le attività eruttive e non, cercando di raccontare, tramite le mie foto, le sue meraviglie”, dice. Oggi, con i suoi amici e colleghi, Restivo controlla quotidianamente i siti dell'INGV che monitorano l'attività eruttiva, allunga lo sguardo verso il vulcano e, in caso ci siano fenomeni degni di nota, sale in vetta. “Saliamo fino al rifugio Sapienza [a 1.900 metri di quota] poi da lì prendiamo la funivia oppure saliamo a piedi per fare le nostre foto alle bocche eruttive o alle colate laviche. Quasi sempre facciamo tardi e ci tocca tornare giù a piedi con tutta l'atrrezzatura”, dice. “L'attività che ad oggi mi è rimasta più impressa è stata l’eruzione del 2015 del cratere Voragine. All’interno della colonna eruttiva si sono sviluppati diversi fulmini creando un atmosfera surreale”. Proprio in quell'occasione, Restivo realizzò uno scatto memorabile che fece il giro del mondo e fu pubblicato da molte testate intenazionali tra cui National Geographic Italia, Guardian, BBC, CNN, eccetera. Negli ultimi mesi, sfruttando la conoscenza del territorio, insieme ad altri colleghi Restivo sta portando avanti il progetto Myetnamap. L’obiettivo è quello di semplificare l'esperienza sul vulcano a tutti i visitatori del mondo, aiutandoli a districarsi tra i sentieri etnei, i comuni e le attrazioni che offre il vulcano con foto a 360 gradi. In questa immagine: Il primo febbraio 2015 una colata lavica viene emessa da una bocca effusiva posta alla base meridionale del Cratere di Sud-Est, mentre dalla cima del cono vengono prodotte esplosioni stromboliane. Articolo completo su: 5 anni di "Etna"
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Bocca effussiva 2900 - Video

 
 
 

ATTIVITA' DELL'ETNA, 16 MARZO 2017

Durante l’eruzione in corso da ieri mattina, alle ore 12:43 (ora locale) di oggi, 16 marzo, si è verificata un’esplosione freato-magmatica in località Belvedere (bordo occidentale della Valle del Bove), a circa 2700 metri di quota sul mare. L’esplosione è avvenuta in corrispondenza del fronte della colata di lava che emerge da una bocca posta alla base del Nuovo Cratere di Sud-Est, a circa 3200 metri di quota sul mare. Attualmente la lava avanza con una temperatura superiore ai 1000 gradi centigradi in una zona ricoperta di neve. La neve, al contatto con la lava, tende a sciogliersi, formando delle pozze d’acqua che possono venire ricoperte dalla lava in avanzamento.

In quel caso, l’acqua sotto la colata lavica tende a vaporizzare e può causare esplosioni freato-magmatiche come quella avvenuta oggi. Nel fenomeno esplosivo è stato coinvolto anche un vulcanologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - Osservatorio Etneo (INGV-OE), Boris Behncke, che ha riportato lievi escoriazioni. Il personale INGV-OE continua a monitorare con costanza l’evoluzione dei fenomeni.

Video delle telecamere di sorveglianza ECV e ENV che mostrano l’esplosione delle ore 12:43 (ora locale) di oggi. L’esplosione è evidenziata da una densa nube di colore bianco, che si espande rapidamente.
L'immagine a fine video è stata estratta dalla telecamera di sorveglianza ENV, il cerchio nero evidenza l’esplosione freato-magmatica avvenuta alle 12:43 (ora locale) di oggi. (link al video)

 

 

vini dalta quotaVenerdì 11 novembre, alle 10.00, saranno presentati presso l’Osservatorio di Pizzi Deneri (Linguaglossa-Catania) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), i risultati del progetto sperimentale “Vini d’alta quota. I VINI CALCAGNO A QUOTA 2800”,  nato dalla collaborazione tra INGV e l’azienda vinicola Calcagno. Il progetto, iniziato il 22 luglio 2015 e terminato il 22 luglio scorso, nasce dall’idea di allestire, presso l’Osservatorio di Pizzi Deneri, all’altitudine di 2813 m, un corner dedicato all’affinamento di un lotto di bottiglie dei vini dell’azienda Calcagno, posizionati in casse di legno, per un periodo di circa 12 mesi. Primo nel suo genere, il progetto si basa sulle teorie di Pasteur (1822-1895), chimico, biologo e microbiologo francese, che sosteneva: “l’aria in alta quota è priva di germi ed è migliore per la conservazione di un prodotto fermentato come il vino”. Secondo lo studioso, infatti, “l’aria più rarefatta, con meno ossigeno, mantiene i vini più giovani”.
Obiettivo della sperimentazione è stato quello di osservare i fattori considerati da Pasteur, insieme all’esclusivo microclima, il profondo silenzio, l’assoluta assenza di luce e la bassa concentrazione di ossigeno, presenti a quota 2.813, che favoriscono il “rallentamento” del processo di maturazione del vino e, quindi, la longevità dello stesso, evolvendosi sia dal punto di vista organolettico, sia della tonalità del colore. Evidenziare, inoltre, il forte legame tra i vini autoctoni e l’unicità del territorio etneo.
A conclusione del primo anno di affinamento, i vini sono stati sottoposti a controllo per poter stabilire l’effettiva salute dei prodotti. La fase finale della sperimentazione, consistente nel recupero delle bottiglie presso la zona dell’Osservatorio, prevede una degustazione analitica da parte di una commissione di esperti del settore (enologi, giornalisti, sommelier).
Durante la giornata di presentazione,  i vini, oggetto della sperimentazione, saranno venduti tramite un’asta di beneficenza e il ricavato sarà devoluto all’INGV, collaboratore del progetto, per la ricerca sul sisma e per l’acquisto di specifici macchinari dedicati al monitoraggio e sorveglianza vulcanica. La scelta della presentazione dei risultati del progetto presso la sede dell’osservatorio, vuole essere un valore aggiunto in termini di sensazioni ed emozioni derivanti dalla sperimentazione.
Interverranno: il direttore dell’Osservatorio Etneo-INGV, Eugenio Privitera,  i proprietari e l’enologo dell'azienda Calcagno, una commissione di degustatori composta da Marco Mangiarotti (Il Giorno), Fabrizio Carrera e Federico Latteri (entrambi di Cronache del Gusto). Sono stati invitati i sindaci di Linguaglossa e Castiglione di Sicilia, la Presidente del Parco dell'Etna.
 
 

Sequenza sismica sull’Etna

 

Una serie di terremoti  sono avvenuti questa mattina ( 22/Nov/2012) nel distretto sismico ETNA. Il primo evento di magnitudo(Ml) 3.9 è avvenuto alle ore 10:10:41 italiane. Questo evento è stato seguito da numerosi altri terremoti  tra i quali un ulteriore altro evento di magnitudo(Ml) 3.9 alle ore 12:25:52 italiane.

Per maggiori informazioni sull’evento delle ore 10:10:41 –  http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7225595900/event.html

Per maggiori informazioni sull’evento delle ore 12:25:52 – http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7225597250/event.html

Alle ore 13.00 sono oltre 30 gli eventi, tutti localizzati nel settore nord-occidentale dell’Etna.

 

Grotte e sentieri natura

Tra le attrazioni più affascinanti del vulcano Etna ritroviamo le numerose grotte di scorrimento lavico (oltre duecento), di cui alcune, tra quelle che hanno una estensione orizontale, possono essere visitate (accompaganti da una guida e con l'attrezzatura adeguata quali caschetti e lampadine).
Grotte di questo tipo possono essere trovate in Europa solo sull'Etna ed in Islanda.
Questo particolare tipo di grotta si forma mediante l'ingrottamento della lava durante le colate. Questo processo consiste nel raffreddamento e solidificazione della parte esterna della colata, in quanto a contatto con l’atmosfera, mentre il flusso lavico all’interno della colata continua a scorrere, mantenendo il proprio calore, come in una galleria, sino a quando viene alimentato. Una volta che la colata incomincia ad estinguersi la condotta inizia a svuotarsi, lasciando il posto ad una grotta di scorrimento lavico.
La lunghezza delle grotte è estremamente variabile (da poche decine di metri fino ad oltre un km).
All'interno delle grotte è possibile osservare fenomeni quali i "denti di cane", o i rotoli di lava che si formano lungo le pareti, formatisi a causa delle elevate temperature della lava.


Di seguito sono elencate alcune delle grotte più affascinanti e facilmente accessibili dell'Etna:

la Grotta dei Lamponi,
La Grotta dei Tre livelli,
la Grotta Cassone,
la Grotta della Neve e la Grotta del Gelo, che contiene un piccolo ghiacciaio perenne.

Piano Provenzana - Etna nord

6 ore

Ufficio Guide - Piano Provenzana

Crateri Sommitali - Etna (3329 m.)

Piano Provenzana - Etna Nord

Stromboli

"Iddu"


Lo Stromboli è uno dei vulcani piu' attivi al mondo!! Un vero spettacolo della natura.
Sentire i suoi boati durante la scalata, e poi rimanere a bocca aperta dalle sue fontane di lava, e senza dubbio uno dei spettacoli piu' emozionanti che ci siano al mondo.

L'escursione puo' essere diurna e pomeridiana
• Dal sentiero di San Vincenzo
• Da Ginostra (solo per escursionisti allenati)
• Da punta “Labronzo”

Escursioni in gruppo o individuali.
L’ orario di partenza delle escursioni varia a seconda della stagione.

Tempo di percorrenza (Sentiero S. Vincenzo)
• salita (2 ore e 30, previste delle soste ogni 30-40 minuti)
• prima del tramonto si arriva in cima per ammirrare le esplosioni dai crateri.
• si transita nelle zone sommitali circa un’ ora, salvo imprevisti, comunicazioni urgenti e condizioni meteo avverse.
• si rientra alla base dopo circa un’ ora e mezza di discesa.

note: in caso di difficolta’ fisiche o respiratorie entro la quota 400 m si puo’abbandonare il gruppo e tornare indietro da soli, dallo stesso sentiero di salita. (non e’ previsto il rimborso del biglietto)

Attrezzatura di base (l’ occorrente puo’ essere noleggiato)
• scarpe da trekking
• una torcia elettrica per persona con batterie di ricambio
• magliette di cotone di ricambio
• pullover
• giacca a vento
• fazzoletto antipolvere
• acqua almeno un litro e mezzo a testa
• pic nic a scelta ( frutta panini biscotti ecc…)

Gruppi
i gruppi sono formati al massimo da 20 persone di eta’ diverse, (bambini, ragazzi, adulti, anziani) e di nazionalita’ diverse. (le nostre guide parlano italiano, inglese e francese)
si sconsiglia l’ escursione a chi soffre di:
• disturbi cardiaci o fisici in generale
• asma
• vertigini
• diabete

si consiglia, se possibile, non utilizzare lenti a contatto a causa dell’ eccessiva polvere.

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Tramonto Etna

"Emoziante Escursione al tramonto da 3000 metri"

Il tramonto è, senza dubbio alcuno, uno dei momenti più magici della giornata. I suoi colori caldi e mutevoli offrono uno spettacolo di una bellezza impareggiabile, ammirare il sole tramontare e nascondersi dietro uno dei vulcani più famosi e affascinanti del mondo, l'Etna.
Godrai del tramonto da una zona unica al mondo.. Da Pizzi Deneri - Osservatorio Vulcanologico, ed in caso di attività eruttiva vi conduremo nei luoghi migliori da cui poter osservare questo spettacolare fenomeno naturale.

Piano Provenzana - Etna nord

6 ore

Piano Provenzana

Crateri Sommitali - Etna (3329 m.)

Rete infrasonica Live Università di Firenze

Infrasonic Network

IL TREMORE VULCANICO

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